Strinati: “Risorse concentrate qui, dove producono valore reale”
I numeri che contano: CARIT tra le prime Fondazioni italiane
La Fondazione CARIT chiude l’anno con numeri solidi e una linea strategica sempre più definita. A tracciarne il bilancio è stato il presidente Emiliano Strinati, che ha aperto l’incontro con i giornalisti sottolineando il buon rendimento della gestione finanziaria: 31° posto tra le Fondazioni italiane e 14° tra quelle di dimensione medio-grande. Un dato che non resta astratto, ma si traduce in capacità di intervento concreta sul territorio.
Quasi dieci milioni di euro sono stati infatti destinati ai sei settori di intervento della Fondazione – ricerca scientifica, arte e cultura, sanità pubblica, istruzione, volontariato e sviluppo locale – delineando un modello di fondazione che non si limita a sostenere, ma orienta e accompagna i processi di crescita della comunità.
Cultura come investimento, non come ornamento
Da qui si dipana un insieme di progetti che tengono insieme cultura, welfare, infrastrutture e innovazione, restituendo l’immagine di una CARIT sempre più consapevole del proprio ruolo: non semplice erogatore di risorse, ma attore strategico dello sviluppo territoriale.
In ambito culturale e artistico, la Fondazione ha contribuito alla realizzazione del concerto musicale dell’Associazione Filarmonica Umbra di Terni “ Back to Bach” del trombettista Paolo Fresu; a seguire la grande mostra “ Da Degas a Boldini, uno sguardo sull’Impressionismo tra Francia e Italia” che ha registrato un gran numero di visitatori provenienti anche da fuori regione.
Il 2 luglio si è tenuto il tradizionale concerto estivo offerto dalla Fondazione alla città nella magnifica cornice dell’Anfiteatro romano di Terni, organizzato dall’Associazione Visioni in musica.
In ultimo, ma non certo per importanza, la seconda mostra del 2025, sempre a Palazzo Montani Leoni, dal titolo Collezione d’arte, da Signorelli a Burri con l’esposizione di ben 45 opere appartenenti alla collezione della Fondazione, e visitabile fino al prossimo 1 marzo 2026.
E’ di pochi giorni fa, il Concerto di Natale della Fondazione, svoltosi lo scorso 13 dicembre presso la chiesa di S.Francesco di Terni.
Per quanto riguarda lo sviluppo locale, la Fondazione ha ospitato il pre-opening della tredicesima edizione di Digital Meet, appuntamento che quest’anno ha messo al centro il rapporto tra digitale e salute, digitale ed energia, l’impatto delle tecnologie nella vita quotidiana e le applicazioni dell’intelligenza artificiale. Nello stesso ambito rientra anche il finanziamento del progetto “Terni Verde 2.0”, piano pilota di forestazione urbana ed extraurbana promosso dal Comune di Terni, finalizzato alla riduzione dell’anidride carbonica e all’abbassamento delle temperature urbane.
Sul fronte della tutela del patrimonio, la Fondazione è intervenuta con un contributo destinato al restauro e alla riqualificazione del Teatro Sociale di Amelia, affiancando Regione Umbria e soggetti privati per consentire la riapertura di uno storico teatro settecentesco, candidato a patrimonio UNESCO dell’Umanità. Per il Teatro Verdi di Terni, il presidente Strinati ha confermato che i lavori sono attualmente in corso, con conclusione prevista entro il 30 giugno 2026. A Narni, invece, è stato completato il risanamento conservativo ed estetico della Porta della Fiera, intervento di valorizzazione di uno dei simboli storici della città.
Nel settore istruzione e formazione, è stato ricordato il contributo al Conservatorio Statale di Musica “Giulio Briccialdi” di Terni per la realizzazione del Campus Briccialdi presso il Centro Multimediale. Sempre a Narni, la Fondazione è intervenuta per la riqualificazione delle aree giochi delle scuole comunali e per l’acquisto di arredi e attrezzature destinate al nuovo polo scolastico di Narni Scalo.
Importante anche l’impegno in ambito sanitario: oltre 1,5 milioni di euro sono stati destinati all’acquisto di nuove apparecchiature per i reparti di Pronto Soccorso, Neurologia, Radiologia interventistica, Gastroenterologia ed Emodinamica dell’Azienda ospedaliera Santa Maria di Terni.
Infine, sul piano sportivo e sociale, tra i contributi più significativi figurano quelli per il Memorial Paolo D’Aloja, per il Palazzetto della Scherma e per il Campionato italiano 3D di Tiro con l’Arco. La Fondazione CARIT ha inoltre partecipato al Fondo per il contrasto alla povertà educativa minorile, confermando un’attenzione costante alle fragilità e alle nuove generazioni.
Una scelta politica chiara: uscita dalla Consulta delle Fondazioni Umbre
Quasi al termine della conferenza stampa il Presidente Strinati ha ricordato la scelta di uscire dalla Consulta delle Fondazioni Umbre a partire dal primo gennaio 2026, scelta necessaria per concentrare delle risorse nel territorio di competenza in misura maggiore rispetto al passato. Nulla osta , naturalmente, che in un prossimo futuro si possa ripristinare il rapporto associativo e contributivo con la Consulta.
Nel concludere l’incontro con i giornalisti il Presidente Strinati ha annunciato che nel 2026, le disponibilità economiche della Fondazione CARIT ammontano a 10 milioni di euro.
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