
Cresce la presenza diRyanairall’Aeroporto di Perugia San Francesco d’Assisi: confermate dieci rotte, sei internazionali e quattro nazionali. Ma resta aperto lo scontro sull’addizionale comunale che l’Umbria ha scelto di non abolire, rinunciando a nuovi collegamenti strategici.
La compagnia irlandese ha annunciato l’operativo estivo 2026 dall’Aeroporto Internazionale dell’Umbria – San Francesco d’Assisi:80 voli settimanali su 10 rotte, sei internazionali e quattro nazionali.
Il network comprendeBarcellona, Bruxelles Charleroi, Cracovia, Malta, Bucarest e Londra Stanstedsul fronte estero, eBrindisi, Cagliari, Catania e Palermosu quello nazionale. Una programmazione che, numeri alla mano, consolida lo scalo come infrastruttura chiave per la mobilità dell’Umbria e del Centro Italia.
SecondoUmberto Solimeno, direttore generale dell’aeroporto, il segnale è netto:la fiducia del vettore si traduce in frequenze aggiuntive, più servizi e nuovo traffico. In altre parole: più accessibilità, più turismo, più economia reale.
L’addizionale comunale: il nodo politico
Ed eccoci al punto dolente.Ryanair torna a chiedere l’abolizione dell’addizionale comunalesugli aeroporti italiani. Una richiesta che in Umbria è già stata respinta.
Fabrizio Francioni, Head of Communications Italy, mette sul tavolo una proposta molto concreta: senza addizionale,4 miliardi di dollari di investimenti,40 nuovi aeromobili,250 rotte,15.000 posti di lavoroe80 milioni di passeggeri l’annoin Italia.
L’Umbria ha detto no. E quel no ha un prezzo:circa 2,2 milioni di euro, pari ai 6 euro a passeggero dell’addizionale, che hanno fatto saltare un pacchetto di nuove rotte strategiche comeDublino, Atene, Lamezia Terme e Baden-Baden.
In una regione che soffre di isolamento infrastrutturale, rinunciare a collegamenti internazionali per difendere un gettito marginale significa non capire la differenza tra costo e investimento.
I voli non portano solo turisti: portano lavoro, reputazione, attrattività per imprese e studenti. E Perugia, quando è connessa, funziona.
Ryanair fa il suo mestiere, spingendo su condizioni favorevoli. La politica dovrebbe fare il proprio:valutare l’impatto economico complessivo, non fermarsi al bilancio di breve periodo. Perché la vera domanda non è quanto costa togliere l’addizionale, maquanto costa restare periferici.
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