Dietro l’azzeramento della giunta Bandecchi non ci sarebbe solo una crisi di ‘energia’ ma una sotterranea regia trasversale. Mentre il sindaco dialoga costantemente con la Lega, per i consiglieri di AP è sempre più forte la sensazione di venire umiliati.
TERNI – Non è stato un Giovedì Grasso come gli altri. Mentre la città pensava alle maschere, a Palazzo Spada è andata in scena una rappresentazione di potere cruda e spietata. Stefano Bandecchi ha azzerato la Giunta, “licenziando” con un tratto di penna anche chi lo aveva difeso nelle trincee più impervie. Ma chi pensa a un raptus del Sindaco è fuori strada. La verità ha l’odore della strategia a lungo termine e di una regia che punta molto lontano dalla conca ternana.
L’OMBRA DI “MISTER X” E IL “PATTO DEL NERA”
Nelle ultime ore, tra i corridoi della politica, circola con insistenza il profilo di un “Mister X”. Un novello Machiavelli che, pur avendo interessi che lo portano spesso lontano da Terni, non ha mai smesso di tessere una tela fittissima di relazioni. Sarebbe lui il grande regista del “secondo tempo” di Bandecchi: un piano volto a trasformare il movimento barricadero delle origini in un’aggregazione ibrida e trasversale.
Il primo segnale di questa mutazione genetica è ormai un segreto di Pulcinella: la sempre più stretta “collaborazione” per le nomine locali tra Bandecchi e la compagine locale della Lega di Salvini. Un asse che sta già producendo i suoi frutti nelle partecipate e negli organi di controllo amministrativo, dove le scelte non passano più per Palazzo Spada, ma vengono definite direttamente negli uffici del “Mister X”, dove siedono ormai stabilmente anche alcuni pezzi da novanta del Carroccio umbro.
IL NODO FERRANTI, IL FATTORE ORSINI E L’EMARGINAZIONE DI AP
In questo scacchiere, il nome di Francesco Maria Ferranti resta centrale, ma il vero movimento tellurico riguarda Valdimiro Orsini. I rumors si fanno sempre più insistenti: Orsini, da tempo considerato organico alla maggioranza pur senza un’ufficialità formale, sarebbe ormai una pedina fondamentale nella strategia di Mister X. Il consigliere sarebbe pronto a rompere gli indugi, compiendo il passaggio definitivo verso la maggioranza per blindare l’operazione di allargamento voluta dal “regista”.
Se per Orsini la strada sembra spianata, per Ferranti le porte della Giunta restano sbarrate da un calcolo cinico: l’ingresso dell’ex azzurro nell’esecutivo farebbe subentrare in Consiglio Stefano Fatale, figura giudicata ben più ostica e meno “accomodante” rispetto all’attuale equilibrio garantito dal Vicepresidente della Provincia.
L’UMILIAZIONE DEI FEDELISSIMI E IL PESO DELLA COERENZA
Il vero dramma politico, però, si consuma tra i banchi della maggioranza di Alternativa Popolare. I consiglieri che finora hanno garantito la governabilità, facendo da scudo umano a ogni intemperanza del Sindaco, oggi si ritrovano ridotti al ruolo di spettatori muti. Vedere le poltrone delle partecipate assegnate tramite accordi con forze politiche esterne ad AP e assistere alla scalata ai vertici del potere di ex esponenti della minoranza sta cambiando il clima interno.
Per i consiglieri di maggioranza è infatti sempre più forte la sensazione di venire umiliati. Sullo sfondo, appare oggi sempre più nitida la scelta di chi, a novembre, ha preferito la via della dignità e dell’uscita dal gruppo piuttosto che avallare questo epilogo, conservando libertà di giudizio e coerenza politica. I consiglieri di AP si ritrovano oggi trattati come semplice forza d’urto elettorale, marginalizzati da accordi di vertice definiti lontano da Palazzo Spada e costretti a ratificare decisioni prese sopra le loro teste.
UN CORTOCIRCUITO ISTITUZIONALE
Il piano di Mister X punta a normalizzare Bandecchi, rendendolo compatibile con i tavoli che contano. Ma a quale prezzo? Il rischio è un cortocircuito: una base elettorale tradita e una maggioranza consiliare svuotata di senso. Mentre Bandecchi si prende dieci giorni per la nuova Giunta, la domanda resta una: chi comanda davvero a Terni? Il Sindaco eletto o il misterioso “Mister X” che sta regalando la città a chi, fino a ieri, Bandecchi giurava di voler combattere?
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