Il consigliere del Gruppo Misto dopo la decisione del sindaco Stefano Bandecchi di revocare tutte le deleghe: “Avevo lasciato la maggioranza per un metodo fallimentare. Oggi i fatti mi danno ragione”.
TERNI – L’azzeramento della giunta deciso dal sindaco Stefano Bandecchi scuote il quadro politico cittadino e riaccende lo scontro in Consiglio comunale. A intervenire con toni netti è il consigliere del Gruppo Misto Guido Verdecchia, che parla senza mezzi termini di “certificazione del fallimento” del modello amministrativo adottato finora.
“Tre mesi fa ho lasciato la maggioranza perché era evidente che Terni fosse ostaggio di un modello gestionale basato sull’urlo anziché sull’ascolto”, afferma Verdecchia. “Oggi, con l’azzeramento totale della giunta, il Sindaco ammette implicitamente che avevo ragione: le promesse elettorali sono rimaste sulla carta e la macchina comunale è ferma”.
“Non è questione di nomi, ma di metodo”
Secondo il consigliere, la scelta di revocare in blocco le deleghe agli assessori a metà mandato non può essere liquidata come un semplice “ricambio di energie”, come sostenuto dal primo cittadino.
“Non si tratta di cambiare le pedine in una scacchiera – sostiene Verdecchia – ma di mettere in discussione un sistema che ha prodotto conflitti continui con le istituzioni e una distanza evidente tra annunci e risultati concreti”.
Il riferimento è a una gestione che, a suo dire, avrebbe privilegiato la comunicazione ad effetto rispetto al lavoro amministrativo quotidiano, lasciando irrisolti dossier cruciali per la città.
Palazzo Spada non è un’azienda
Particolarmente dura la chiusura della nota, in cui il consigliere punta il dito contro l’ipotesi di un possibile futuro professionale, nelle aziende private del sindaco, per alcuni assessori uscenti.
“Assistere al licenziamento in blocco di una squadra e poi sentir parlare di nuove opportunità nelle realtà imprenditoriali del Sindaco è uno schiaffo alla dignità di Palazzo Spada”, afferma Verdecchia. “Terni non è una filiale aziendale, ma una città che merita di essere amministrata con serietà”.
Parole che aprono una fase politica delicata. L’azzeramento della giunta, al di là delle motivazioni ufficiali, rappresenta un passaggio che segna una frattura evidente nella maggioranza e rilancia il dibattito sul metodo di governo adottato finora.
Ora la partita si gioca sulle nuove nomine e, soprattutto, sulla capacità dell’amministrazione di dimostrare che non si tratti solo di un rimpasto, ma di un vero cambio di passo. Perché, come ricorda Verdecchia, “il tempo è galantuomo”. E in politica, prima o poi, presenta il conto.
Scopri di più da UMBRIAreport
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.