
Non è solo il clima: è il risultato di anni di scelte sbagliate
Terni è la città con il clima peggiore d’Italia. Perugia invece migliora e sale al 21° posto.I dati dell’Indice del clima delSole 24 Ore, elaborati sui rilevamenti di 3B Meteo e basati sul decennio 2015-2025, fotografano una realtà che a Terni molti conoscono bene ma che raramente viene affrontata con serietà: vivere nella conca ternana significa convivere con uno dei microclimi più difficili del Paese.
La città dell’acciaio restainchiodata al 106° posto su 107 capoluoghi, praticamente il fanalino di coda nazionale. Un dato che non è solo statistica: è qualità della vita.
La città del caldo estremo
Secondo lo studio, Terni detiene un primato che difficilmente può essere considerato motivo d’orgoglio: èla città più rovente d’Italia.
Le temperature oltre i35 gradisi registrano mediamente47,5 giorni all’anno, un numero impressionante se confrontato con Venezia, dove i giorni di caldo estremo sono appena0,6.
A peggiorare il quadro ci sono leondate di calore, cioè periodi di almeno tre giorni consecutivi con temperature medie superiori ai 30 gradi: Terni registra30,2 episodi all’anno, il dato peggiore tra tutti i capoluoghi italiani.
Anche l’indice di calore percepitoconferma la situazione: oltre100 giorni all’annocon temperature percepite superiori ai 30 gradi.
In altre parole, non è solo caldo. È una lunga stagione di caldo.
Non è solo geografia
La spiegazione più comoda è sempre la stessa: laconca ternana. Ma ridurre tutto alla geografia è un alibi troppo semplice.
Lo sostengono anche Gianfranco Mascia, Francesca Arca e Riccardo Passagrilli di Europa Verde, che commentano senza mezzi termini i dati del rapporto: secondo loro il problema non è soltanto naturale, ma anche il risultato di unagestione del territorio che ha ignorato l’emergenza climatica.
Il punto è proprio questo: quando una città diventa sistematicamente la peggiore in classifica, non si può più parlare di fatalità. Significa che qualcosa nel modello urbano non funziona.
Pochi alberi, troppo cemento, scarsa strategia climatica urbana. La politica locale ha spesso preferito rispondere conmisure emergenzialiinvece di affrontare il problema con una visione di lungo periodo.
Perugia invece migliora
Il confronto con Perugia rende il quadro ancora più evidente. Il capoluogo regionalesale al 21° postonella classifica del benessere climatico, guadagnando una posizione rispetto al 2025.
Perugia resta penalizzata per leraffiche di vento– circa70 giorni all’anno con venti superiori ai 30 nodi– ma compensa con altri indicatori positivi, come labrezza estiva, che la colloca addiritturaal quinto posto in Italia.
Due città umbre, due traiettorie opposte.
La domanda che nessuno fa
Il vero problema non è scoprire che Terni è calda. Questo lo sanno tutti. La vera domanda è un’altra:che cosa si sta facendo per cambiare questa condizione?
Perché se nel prossimo indice climatico Terni resterà ancora una volta in fondo alla classifica, non sarà più possibile dire che è solo colpa del meteo. A quel punto sarà chiaro che il problema non è la conca.
È la politica.
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