
All’Istituto Casagrande-Cesi una serata simbolo tra Accademia Italiana della Cucina, istituzioni e giovani talenti: la tradizione diventa futuro
Non è stata una semplice cena, ma un atto culturale. Un gesto consapevole, quasi politico, che mette al centro uno dei pilastri più forti dell’identità italiana: la cucina.
Giovedì 19 marzo, all’Istituto Alberghiero “A. Casagrande – Cesi” di Terni,si è tenuta unacena ecumenica straordinariapromossa dall’Accademia Italiana della Cucinaper celebrare il riconoscimento della cucina italiana come patrimonioUNESCO.
Protagonisti assoluti della serata sono stati gli studenti dell’istituto, che hanno curato ogni dettaglio: dalla preparazione del menù al servizio in sala. Non un’esercitazione, ma una dimostrazione concreta di competenza e visione:la scuola diventa luogo produttivo, non solo educativo.
Prima della cena, il delegato ternano dell’Accademia Italiana della Cucina,Luca Cipiccia, ha ricostruito il percorso che ha portato a questo riconoscimento internazionale, sottolineando come la cucina italiana sia molto più di una tradizione gastronomica: èlinguaggio identitario, memoria collettiva e modello di convivialità.
Presenti anche rappresentanti delle istituzioni e del mondo scolastico: l’assessore alla culturaTiziana Laudadio, il professorGiuseppe Metastasio, già preside dell’istituto, eViviana Altamura, già assessore al welfare e alla scuola.
Momento di particolare spessore culturale l’intervento del professorGiuseppe Fatati, accademico, che ha presentato il suo ultimo libro“La Tavola Umbra tra Santi, dialetto e memoria”. Un contributo che ha ampliato lo sguardo:alimentazione, salute e cultura come sistema integrato, non compartimenti separati.
La serata si è chiusa con un consenso unanime, ma il messaggio è più profondo: la cucina italiana, oggi più che mai, non è nostalgia. Ècapitale culturale contemporaneo.

Scopri di più da UMBRIAreport
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.












