Bocciati tre atti dedicati alle antiche municipalità, a Collescipoli e agli atleti ternani. Il consigliere di Forza Italia Verdecchia denuncia una politica “accecata dalla faziosità” e accusa la maggioranza di ignorare sicurezza, servizi e identità del territorio.
Lo scontro politico si sposta ancora una volta sul terreno più delicato per la città: quello delle periferie, dei borghi storici e del progressivo senso di abbandono denunciato da molti residenti delle frazioni ternane. A riaccendere la polemica è il consigliere comunale Guido Verdecchia (FI) che dopo l’ultima seduta del Consiglio Comunale attacca frontalmente la maggioranza guidata dal sindaco Stefano Bandecchi accusandola di aver respinto “proposte di puro buon senso” solo per appartenenza politica.
Secondo Verdecchia, la bocciatura dei tre atti presentati in aula rappresenterebbe “l’ennesima dimostrazione di una politica sorda e incapace di guardare ai problemi reali dei cittadini”. Al centro della contestazione ci sono temi che riguardano direttamente alcune delle aree più fragili del territorio comunale: le antiche municipalità, la crisi di Collescipoli e il riconoscimento dello sport ternano.
Il primo documento riguardava infatti un piano dedicato a Collestatte, Torreorsina, Cesi, Papigno e Miranda. La proposta chiedeva l’apertura di un tavolo urgente con residenti e istituzioni per affrontare criticità infrastrutturali e amministrative, oltre a fare chiarezza sui ritardi relativi ai fondi PNRR destinati a Cesi e sulle bonifiche ambientali di Papigno. Verdecchia parlava anche della necessità di interventi immediati per evitare quella che definisce una “disgregazione amministrativa” delle frazioni.
Il secondo atto si concentrava invece su Collescipoli, borgo che negli ultimi anni ha visto accentuarsi la desertificazione commerciale e che è uscito dal circuito dei “Borghi più belli d’Italia”. La proposta prevedeva il mantenimento di un presidio di Polizia Locale nell’ex Palazzo Comunale, agevolazioni fiscali per incentivare il ritorno delle attività di vicinato e l’installazione di telecamere contro furti e vandalismi. Un pacchetto di misure che, nelle intenzioni del consigliere azzurro, avrebbe dovuto rappresentare un primo tentativo di invertire il declino del borgo.
Il terzo documento, definito “Protocollo Orgoglio Ternano”, puntava invece sul valore simbolico e identitario dello sport cittadino. La proposta prevedeva la creazione di un Albo delle Eccellenze Sportive e una cerimonia annuale dedicata agli atleti ternani vincitori di titoli nazionali e internazionali. Anche questo atto è stato respinto.
Ed è proprio su questo passaggio che Verdecchia concentra l’attacco politico più duro. “Votare contro un riconoscimento pubblico agli sportivi che portano il nome di Terni sul tetto d’Italia è un atto di pura faziosità politica”, sostiene il consigliere, secondo cui la maggioranza “non valuta il merito delle proposte ma soltanto la firma di chi le presenta”.
Non meno pesante l’accusa rivolta alla giunta sul metodo politico adottato in aula. Verdecchia sottolinea di aver chiesto il voto per appello nominale sugli atti dedicati ai borghi, con l’obiettivo di “mettere nero su bianco” le responsabilità politiche di chi ha votato contro. “I cittadini potranno leggere i nomi di chi ha detto no alla sicurezza, ai servizi e al decoro delle frazioni”, afferma.
La vicenda riporta al centro un tema ormai strutturale nella discussione politica ternana: il rapporto tra il centro cittadino e le periferie. Dalle antiche municipalità fino ai piccoli borghi storici, il sentimento diffuso è quello di territori spesso evocati nei discorsi istituzionali ma raramente trasformati in priorità amministrative concrete. Ed è proprio su questa frattura che l’opposizione tenta ora di costruire una narrazione politica alternativa, puntando sul malcontento crescente delle frazioni e sulla percezione di isolamento di molte aree della città.
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