La chiusura di attività storiche riapre il tema della desertificazione commerciale. Pastura attacca: “Non basta indignarsi sui social”. Nel mirino l’assenza di una strategia strutturale dell’amministrazione Bandecchi
Ogni serranda che si abbassa racconta qualcosa di più profondo di una semplice crisi commerciale. Racconta una città che perde pezzi della propria identità. L’ultima chiusura eccellente, quella dello storico negozio Marcelloni in via Mazzini, è diventata il simbolo di un declino che ormai non può più essere liquidato come una normale trasformazione del commercio urbano.
A riportare il tema al centro del dibattito politico è il capogruppo di Fratelli d’Italia Roberto Pastura, che lancia un duro affondo contro l’attuale amministrazione guidata da Stefano Bandecchi, accusata di non avere una reale strategia per salvare il cuore economico e sociale della città.
“Non possiamo limitarci alla nostalgia o ai commenti amareggiati sui social – dichiara Pastura – mentre il centro di Terni continua lentamente a spegnersi”.
Parole che intercettano un sentimento sempre più diffuso tra commercianti e cittadini. Perché il problema non è più la singola attività che chiude, ma l’effetto sistemico che si sta creando: meno negozi, meno persone in centro, meno sicurezza percepita, meno vitalità urbana. Una spirale che rischia di trasformare il centro storico in uno spazio svuotato di funzioni economiche e relazionali.
Ed è proprio qui che emerge la critica politica più forte all’amministrazione Bandecchi. In questi mesi Palazzo Spada ha spesso puntato su comunicazione, eventi e annunci, ma il nodo strutturale della tenuta commerciale del centro appare ancora senza una risposta concreta. La sensazione, sempre più diffusa tra operatori economici e residenti, è che manchi una vera visione urbana capace di integrare mobilità, commercio, fiscalità locale e attrattività.
Da qui la proposta: parcheggi gratuiti per due ore a chi effettua acquisti nei negozi del centro oltre una determinata soglia di spesa, attraverso voucher digitali e QR code collegati ai sistemi di sosta. Una misura già sperimentata in molte città italiane per incentivare il commercio urbano e contrastare la fuga verso centri commerciali e acquisti online.
Ma la proposta di Pastura va oltre il tema parcheggi. Il consigliere parla apertamente della necessità di una riforma intelligente della ZTL, di misure fiscali comunali a sostegno delle attività commerciali e di una politica urbana capace di riportare persone nel centro storico.
Il punto politico, però, resta uno: mentre le città europee stanno ripensando i propri centri come ecosistemi economici e sociali integrati, Terni continua a rincorrere le emergenze senza una strategia complessiva. E il rischio, denunciato dall’opposizione, è che il declino commerciale diventi irreversibile.
Perché quando chiude un negozio storico non sparisce soltanto un’attività economica. Sparisce memoria urbana, relazione sociale, presidio umano. E una città senza centro rischia lentamente di perdere anche se stessa.
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