Duro scontro in Consiglio Comunale sul degrado urbano e sulla gestione dei servizi pubblici. Il sindaco attacca Forza Italia, Verdecchia replica: “Teatrino desolante che allontana le soluzioni”.
Più che un confronto amministrativo sui problemi della città, il Consiglio Comunale di Terni si è trasformato ancora una volta in un’arena politica dominata da tensioni, provocazioni e attacchi personali. Sul tavolo c’erano questioni concrete — degrado urbano, servizi pubblici, sicurezza del centro storico — ma il dibattito è rapidamente scivolato verso uno scontro dai toni sempre più esasperati.
A innescare il confronto sono stati i due atti di indirizzo presentati dal consigliere comunale di Forza Italia Guido Verdecchia, entrambi respinti dalla maggioranza. Il primo riguardava la gestione dei bagni pubblici cittadini e proponeva soluzioni alternative dopo il fallimento del bando esplorativo per nuove installazioni; il secondo era dedicato alla sicurezza di Via Fratini, con richieste di potenziamento della videosorveglianza, limitazione del traffico non autorizzato e installazione di protezioni per i pedoni.
Verdecchia ha accusato apertamente la maggioranza di respingere qualsiasi proposta proveniente dall’opposizione per ragioni esclusivamente politiche.
“Siamo di fronte a un’ipocrisia politica non più tollerabile – ha dichiarato –. Questa amministrazione preferisce alzare la voce a favore di telecamera, minacciando sanzioni e sbandierando un decisionismo di facciata, per poi fuggire davanti ai problemi reali della città”.
Il tema dei bagni pubblici è diventato uno dei simboli più evidenti delle difficoltà amministrative del centro cittadino. Negli ultimi mesi residenti, commercianti e frequentatori del centro storico hanno più volte denunciato chiusure, vandalismi e condizioni di degrado.
L’atto di indirizzo proposto da Verdecchia suggeriva di avviare accordi con operatori privati e con il gestore del chiosco della Passeggiata per garantire la gestione continuativa dei servizi igienici, prendendo esempio da modelli già utilizzati in altre città italiane ed europee.
Secondo il consigliere di Forza Italia, l’amministrazione avrebbe invece scelto di scaricare il problema sugli esercenti attraverso l’applicazione dell’articolo 95 del Regolamento Comunale di Polizia Urbana, che obbliga bar e ristoranti a consentire l’utilizzo dei propri servizi igienici al pubblico.
“Il ‘sindaco manager’ e la sua Giunta hanno preferito blindare un provvedimento coercitivo e punitivo che scarica sui privati le proprie deficienze gestionali – ha affermato Verdecchia – obbligando bar e ristoranti a fungere da latrine pubbliche gratuite sotto la minaccia di sanzioni”.
Nel tentativo di difendere l’operato della giunta è intervenuta anche l’assessore Sara Francescangeli: “I bagni della Passeggiata sono aperti, si chiudono solo quando vengono danneggiati e non può essere colpa dell’amministrazione”.
Ma il momento più controverso del dibattito è arrivato con l’intervento del sindaco Stefano Bandecchi, che ha scelto ancora una volta il registro dello scontro frontale.
“Un discorso importante, ma questa amministrazione ha aperto fin dall’inizio tutti i bagni pubblici di Terni”, ha dichiarato il sindaco, prima di aggiungere un passaggio destinato inevitabilmente a far discutere: “Da quando Verdecchia è uscito da capogruppo di Alternativa Popolare sono aumentati gli atti in merito. Ma se davvero gli atti vandalici che distruggono i bagni sono un esempio di qualità dell’amministrazione mi viene il dubbio che non siano atti pagati”.
Parole che hanno immediatamente fatto esplodere la polemica politica, anche perché pronunciate senza fornire alcun elemento concreto a sostegno di un’accusa tanto grave quanto allusiva.
Non pago, Bandecchi ha rincarato ulteriormente i toni: “Di Forza Italia conosco molte persone, alcune di malaffare”. Una frase che ha finito per spostare definitivamente il confronto dal terreno amministrativo a quello dello scontro personale.
Il rischio politico, però, è evidente. Mentre il sindaco continua ad alimentare un modello comunicativo costruito sulla tensione permanente, i problemi del centro storico restano tutti sul tavolo: sicurezza, vandalismi, degrado urbano, difficoltà dei commercianti e carenza di servizi continuano infatti a rappresentare una delle principali criticità percepite dai cittadini.
La replica di Verdecchia è arrivata immediata ma con toni decisamente più istituzionali: “Non scendo al livello di chi mi ha preceduto, incredibile pensare che qualcuno faccia degli atti vandalici per poi presentare un atto d’indirizzo”.
E ancora: “La nostra è una proposta concreta, ma si affronta solo con un continuo scontro che allontana la possibilità di risolvere i problemi di questa città. Un teatrino desolante e pericoloso per il futuro della città”.
Al di là dello scontro politico, resta una fotografia sempre più chiara della situazione ternana: una città che avrebbe bisogno di confronto amministrativo e soluzioni pragmatiche, ma che continua invece a ritrovarsi intrappolata in una campagna elettorale permanente, dove il rumore dello scontro sembra ormai prevalere sulla capacità di governare davvero i problemi quotidiani dei cittadini.
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