Forza Italia Giovani: “L’Umbria non può rassegnarsi alla fuga dei giovani”
Da Perugia l’appello del movimento giovanile azzurro: meno tasse, meno burocrazia e più sostegno alle imprese per rilanciare economia e occupazione
PERUGIA – L’Umbria rischia di perdere il proprio futuro se non sarà capace di trattenere giovani, competenze e imprese. È il messaggio emerso dal convegno promosso da Edoardo Pannacci, “Oltre la crisi umbra: fare impresa e creare lavoro nella nostra regione”, che si è svolto lunedì al Barton Park Business Center di Perugia, riunendo rappresentanti delle categorie economiche, amministratori, esponenti del mondo accademico e dirigenti di Forza Italia.
Un confronto che ha acceso i riflettori sulle criticità strutturali della regione – dalla fuga dei giovani alla pressione fiscale, passando per burocrazia, trasporti e carenza di riforme – ma che ha voluto anche indicare una direzione politica precisa: costruire un’Umbria più competitiva e attrattiva.
“L’Umbria ha bisogno di una scossa, di una visione chiara e di politiche che rimettano al centro impresa e lavoro”, ha dichiarato Pannacci, sottolineando come il tema dell’emigrazione giovanile sia ormai “un’emergenza non più rinviabile”.
Ad aprire i lavori, insieme a Pannacci, il segretario comunale di FI Giovani Perugia Emanuele Trubbianelli, mentre la moderazione è stata affidata all’analista economico Paolo Coletti.
Il primo panel, dedicato a innovazione, crisi internazionale e fuga dei giovani, ha riunito esponenti del mondo produttivo e universitario come Omar Di Curzio, Marina Gasparri, Elia Franciosa, Marco Patacca e Filippo Donnari.
Dal confronto è emersa una posizione condivisa: l’Umbria soffre un sistema economico rallentato da eccessiva burocrazia, pressione fiscale e assenza di riforme strutturali. Critiche sono state rivolte anche all’impostazione della recente legge fiscale regionale, giudicata incapace di accompagnare la crescita e il rilancio produttivo.
Particolarmente duro l’intervento della CNA, che ha evidenziato la mancanza di una vera strategia regionale su temi centrali come sanità, trasporti, ciclo dei rifiuti e partecipate pubbliche. Confcommercio ha invece ribadito la necessità che le istituzioni tornino ad ascoltare le imprese e creino un ecosistema favorevole agli investimenti e all’occupazione.
Nel secondo panel, dedicato allo scenario nazionale, sono intervenuti Raffaele Nevi, Laura Pernazza ed Edoardo Gentili, con un focus sulle politiche economiche del governo nazionale e sui dati dell’economia italiana.
A chiudere l’incontro è stato Andrea Romizi, che ha rilanciato la necessità di difendere il tessuto produttivo e occupazionale regionale.
Il convegno ha rappresentato anche un momento di consolidamento politico per il movimento giovanile azzurro in Umbria, alla presenza di esponenti storici e amministratori del territorio, tra cui Fiammetta Modena, Pietro Nevi e Nicola Badiali.
Secondo Forza Italia Giovani, il rischio più grande oggi non è soltanto economico, ma culturale e demografico: una regione che perde giovani talenti perde progressivamente capacità produttiva, innovazione e prospettiva. Da qui l’appello finale: “L’Umbria non è condannata al declino, ma servono politiche concrete e coraggiose per invertire la rotta”.
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