
Da Terni a Perugia, Foligno, Narni e Gubbio: la definizione agevolata entra nella fase operativa. Ma non tutti i Comuni hanno fatto la stessa scelta. Via sanzioni e interessi sui carichi ammessi, mentre per le multe resta dovuta la sanzione principale. Ecco cosa bisogna controllare prima di pensare di essere automaticamente ammessi
LaRottamazione quinquiesentra nel vivo e, per migliaia di contribuenti umbri, la questione diventa molto concreta: capire quali debiti possono essere effettivamente definiti, quanto si può risparmiare e soprattutto se il proprio Comune ha deciso di aderire alla possibilità prevista dalla normativa nazionale.
Ed è proprio su quest’ultimo punto che occorre fare chiarezza.
Perché parlare genericamente di “rottamazione delle cartelle” rischia di creare confusione tra due piani diversi: da una parte la definizione agevolata nazionale introdotta dalla Legge di Bilancio 2026; dall’altra l’estensione ai carichi affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione da Regioni ed enti locali, che richiede una specifica decisione dell’amministrazione interessata.
La legge ha infatti consentito agli enti territoriali di estendere la definizione agevolata ai debiti, tributari e non tributari, affidati all’Agente della riscossione dal1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023. Il termine per adottare, pubblicare e trasmettere il relativo provvedimento ad Agenzia delle Entrate-Riscossione è stato prorogato al31 luglio 2026dalla legge n. 113/2026.
In Umbria diversi Comuni hanno colto questa possibilità, mentre in altri territori la scelta ha provocato discussioni politiche e anche bocciature.
Cosa significa realmente “rottamare”
Il principio è relativamente semplice: per i carichi ammessi alla definizione agevolata il contribuente paga sostanzialmente il capitale dovuto e le spese previste dalla legge, mentre vengono eliminate le somme dovute a titolo disanzioni, interessi iscritti a ruolo, interessi di mora e aggio.
Questo può determinare una riduzione significativa del debito, soprattutto quando si tratta di posizioni molto vecchie sulle quali negli anni si sono accumulati interessi e componenti accessorie.
Attenzione però allemulte stradali.
In questo caso non viene cancellata la sanzione originaria: l’agevolazione riguarda essenzialmente gli interessi e gli altri incrementi ammessi dalla normativa. È una distinzione importante perché chi ha, ad esempio, una vecchia multa da 300 euro non deve aspettarsi la cancellazione dei 300 euro originari.
La mappa dell’Umbria
Alla data dell’8 agosto, dalle delibere e dalle comunicazioni istituzionali che è stato possibile verificare risultano certamente tra i Comuni umbri che hanno scelto la definizione agevolataTerni, Narni, Foligno e Gubbio. Anche Perugia aveva annunciato la scelta di aderire già nelle settimane precedenti.
È opportuno sottolineare che la ricognizione può non essere esaustiva dei 92 Comuni umbri: non tutte le deliberazioni sono indicizzate nello stesso modo sui siti istituzionali e, dopo la scadenza del 31 luglio, la fotografia definitiva dipende dai provvedimenti effettivamente trasmessi ad AdER.
Terni: adesione unanime e oltre 22 milioni di somme residue
Particolarmente rilevante il caso diTerni.
Il Consiglio comunale ha approvato all’unanimità l’adesione alla Rottamazione quinquies il 29 luglio. Il Comune ha comunicato che dalle verifiche degli uffici risultava un quadro complessivo di33.814.263,61 euro di residui, dei quali 11.037.546,27 euro oggetto di sgravio e22.776.717,34 euro di somme residue.
È un dato che permette di comprendere anche l’altro lato della rottamazione.
La misura non rappresenta soltanto un vantaggio per il debitore. Per un Comune significa tentare di trasformare una massa di crediti spesso molto difficili da recuperare in entrate effettive.
Ed è probabilmente questo l’aspetto economicamente più interessante.
Un credito nominale iscritto nei residui di bilancio non equivale infatti a denaro disponibile. Se quel credito è vecchio, contestato o riferito a contribuenti difficilmente solvibili, la probabilità di riscossione può essere molto bassa.
Rinunciare a interessi e sanzioni può quindi essere conveniente se aumenta la probabilità di recuperare almeno il capitale.
A Terni il dibattito era iniziato già a giugno con il confronto tra Palazzo Spada e le associazioni economiche.
Rimane però una questione importante: una parte delle entrate comunali può essere stata affidata nel tempo aconcessionari privatie non ad Agenzia delle Entrate-Riscossione. Proprio su questo punto era intervenuto anche il capogruppo di Fratelli d’Italia Roberto Pastura, chiedendo di estendere per quanto possibile la definizione anche ai crediti gestiti attraverso concessionari diversi da AdER.
La distinzione non è secondaria: il contribuente deve verificarechi gestisce concretamente il proprio debito.
Narni: il 95% delle partite riguarda multe
Narni è uno dei casi più chiari.
Con la deliberazione consiliare n. 59 il Comune ha aderito alla Rottamazione quinquies per i crediti affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione dal 2000 al 2023.
Un dato fornito dallo stesso Comune è particolarmente significativo:circa il 95% delle partite interessate riguarda violazioni del Codice della strada.
Proprio per questo a Narni assume ancora maggiore importanza ricordare che sulle multe non viene eliminata la sanzione principale.
Foligno: dentro IMU, TARI e altre entrate
Anche Foligno ha aderito.
La decisione è arrivata con la deliberazione del Consiglio comunalen. 30 del 23 giugno 2026e riguarda i carichi affidati alla riscossione coattiva tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023.
Il Comune indica espressamente tra i debiti interessati quelli di natura tributaria, comeIMU e TARI, ma anche entrate patrimoniali e sanzionatorie.
L’assessore al Bilancio Michela Giuliani Meloni ha presentato l’operazione anche come uno strumento utile all’equilibrio finanziario dell’ente: recuperare residui attivi significa infatti migliorare la cassa e, in determinate condizioni, ridurre il peso degli accantonamenti legati ai crediti di dubbia esigibilità.
Ed è qui che la Rottamazione quinquies assume una dimensione che va oltre la semplice “sanatoria”.
Gubbio aderisce a fine luglio
Tra i Comuni che hanno comunicato l’adesione c’è ancheGubbio.
Il 28 luglio l’amministrazione ha annunciato l’accesso alla definizione agevolata, precisando che i contribuenti potranno estinguere debiti di natura tributaria e patrimoniale risultanti dai carichi affidati dal Comune all’Agenzia delle Entrate-Riscossione beneficiando dell’abbattimento previsto dalla misura.
Perugia aveva annunciato il sì
AnchePerugiaaveva annunciato l’intenzione di aderire alla definizione agevolata delle entrate comunali non riscosse, secondo la ricognizione diffusa da Confcommercio Umbria già l’11 giugno.
Per il contribuente resta comunque fondamentale verificare il provvedimento comunale e, soprattutto, la successiva presenza del singolo carico tra quelli che AdER renderà effettivamente definibili.
Non tutti hanno detto sì: il caso Corciano
La misura non è stata accolta ovunque.
ACorciano, ad esempio, la maggioranza ha respinto un ordine del giorno presentato dall’opposizione sull’adesione alla Rottamazione quinquies. La decisione ha provocato la dura reazione di Fratelli d’Italia Corciano e Umbria Civica Corciano.
Anche aBastia Umbrala mancata adesione è diventata terreno di scontro politico dopo la scadenza del termine.
AdAssisi, invece, nelle settimane precedenti il 31 luglio l’opposizione aveva esercitato un forte pressing sull’amministrazione chiedendo la convocazione urgente del Consiglio e l’adesione alla misura.
Queste differenze aprono inevitabilmente anche una questione di equità territoriale: contribuenti con situazioni debitorie analoghe possono trovarsi davanti a opportunità differenti semplicemente perché residenti o debitori verso enti diversi.
Il nodo dei concessionari privati
C’è poi un aspetto che rischia di produrre molta confusione nelle prossime settimane.
Non basta avere un vecchio debito con il Comune per poter dire automaticamente: “posso rottamarlo”.
Occorre verificare innanzituttoa chi sia stato affidato il carico.
L’estensione prevista dalla normativa riguarda infatti i carichi affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione dagli enti che hanno aderito. Le entrate gestite direttamente dai Comuni o attraverso concessionari privati devono essere esaminate alla luce delle specifiche decisioni regolamentari adottate dall’ente.
È probabilmente questo il punto sul quale cittadini e imprese dovranno prestare maggiore attenzione.
Perché ai Comuni può convenire
Dal punto di vista economico la Rottamazione quinquies mette le amministrazioni davanti a un compromesso.
Da un lato si rinuncia a una parte del credito nominalmente vantato, costituita principalmente da sanzioni e interessi.
Dall’altro aumenta la possibilità di incassare il capitale di crediti che, in molti casi, rischierebbero di rimanere nei bilanci per anni senza trasformarsi in liquidità.
Per gli enti con un’elevata massa di residui attivi e crediti di difficile riscossione può quindi essere un’operazione finanziariamente razionale.
Non è un condono nel senso classico del termine, perché il debito principale non scompare. È piuttosto uno scambio:il contribuente torna a pagare, l’ente rinuncia a una parte degli accessori per aumentare le probabilità di incasso.
Cosa deve fare adesso il contribuente umbro
La prima cosa da fare è evitare il fai-da-te basato semplicemente sull’importo indicato in una vecchia cartella.
Occorre verificare il soggetto creditore, l’anno del carico, chi lo ha affidato alla riscossione, la natura del debito e l’eventuale provvedimento adottato dall’ente locale.
Il riferimento ufficiale rimaneAgenzia delle Entrate-Riscossione – Rottamazione quinquies, dove vengono pubblicate le informazioni operative e i servizi relativi alla definizione agevolata.
Le procedure per le adesioni degli enti territoriali seguono inoltre una tempistica propria rispetto alla Rottamazione quinquies nazionale: proprio per questo bisogna fare riferimento alle comunicazioni AdER e alle indicazioni del singolo Comune.
Una rottamazione che vale anche come test sui bilanci comunali
La vicenda umbra mostra infine qualcosa di più interessante della semplice convenienza fiscale.
Dietro la Rottamazione quinquies emerge infatti un problema strutturale degli enti locali italiani:la distanza tra le somme che i Comuni risultano avere da incassare e quelle che riescono realmente a riscuotere.
Il dato di Terni, con oltre 33 milioni di euro di residui complessivamente esaminati dagli uffici, rende bene la dimensione del fenomeno.
Per questo giudicare la misura soltanto come un favore a chi non ha pagato sarebbe riduttivo.
La vera domanda economica è un’altra: è preferibile continuare a iscrivere e inseguire per anni un credito teoricamente più elevato ma difficilmente esigibile, oppure rinunciare a sanzioni e interessi per trasformarne almeno una parte in denaro realmente incassato?
Per molti Comuni umbri la risposta è stata la seconda.
E nei prossimi mesi sarà possibile capire se la scelta avrà funzionato davvero.
SCHEDA – I Comuni umbri verificati
ADERENTI / ADESIONE COMUNICATA
- Terni
- Narni
- Foligno
- Gubbio
- Perugia: adesione annunciata; da verificare sul singolo carico e sul provvedimento definitivo
MANCATA ADESIONE / BOCCIATURA EMERSA DAL DIBATTITO POLITICO
- Corciano
- Bastia Umbra
CASI OGGETTO DI CONFRONTO POLITICO
- Assisi
La mappa è aggiornata all’8 agosto 2026 sulla base delle delibere, comunicazioni istituzionali e fonti pubblicamente reperibili. Per gli altri Comuni umbri l’assenza dall’elenco non equivale automaticamente a mancata adesione: è necessario verificare la pubblicazione della relativa deliberazione e la trasmissione ad AdER.
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