Un viaggio a misura di bambino tra i borghi, i paesaggi e i simboli dell’Umbria: con Colora l’Umbria, Paola Idilla Carella trasforma la scoperta del territorio in un gioco creativo fatto di colori e fantasia.
L’Umbria diventa tavolozza per i più piccoli grazie a Colora l’Umbria, il nuovo libro da colorare firmato dalla giornalista e scrittrice Paola Idilla Carella. Un progetto editoriale che nasce dall’amore per il territorio e dalla volontà di trasmettere ai bambini la bellezza dell’arte, della natura e dei borghi umbri.
Abbiamo intervistato l’autrice, nata a Palermo, con una lunga esperienza a Milano, e oggi residente nella campagna umbra a Montecastrilli, per capire come è nata l’idea e quale messaggio vuole lasciare ai giovani lettori.
Paola, come è nata l’idea di “Colora l’Umbria”?
«L’ho pensata come un ponte tra i bambini e il territorio. L’Umbria è ricchissima di storia, arte e natura: volevo che i più piccoli potessero avvicinarsi a questo patrimonio non solo studiandolo, ma vivendolo in maniera creativa. Disegnare e colorare significa fare esperienza, fissare nella memoria forme e luoghi. È un modo per imparare divertendosi».
Quali luoghi dell’Umbria hai scelto di inserire?
«Ho cercato di creare un itinerario ideale che spazia da città famose come Assisi, Spoleto, Todi, Orvieto, a borghi meno noti ma suggestivi. Non mancano i paesaggi naturali come Castelluccio di Norcia con la sua fioritura, le cascate delle Marmore e i colli intorno al Lago Trasimeno. Ogni pagina è un invito a scoprire e magari a visitare quei luoghi con la famiglia».
Che cosa rende unico questo libro da colorare rispetto ad altri?
«È un libro che parla di identità. Non è solo intrattenimento: è uno strumento per far crescere nei bambini il senso di appartenenza a un territorio e la curiosità per ciò che li circonda. Non a caso, ogni disegno è accompagnato da una breve descrizione, semplice e chiara, che racconta la storia o la particolarità di quel luogo».
La tua formazione da giornalista quanto ha inciso nella realizzazione del progetto?
«Moltissimo. Il mio lavoro è sempre stato raccontare: che sia un reportage, un’intervista o un articolo, ciò che mi interessa è dare voce ai luoghi e alle persone. In Colora l’Umbria ho fatto la stessa cosa, solo che ho usato il linguaggio del disegno e dei colori per dialogare con i più piccoli».
Perché hai scelto proprio l’Umbria, dopo Palermo e Milano?
«Vivere in campagna a Montecastrilli mi ha fatto riscoprire il valore della lentezza, dei paesaggi e delle tradizioni. L’Umbria è un laboratorio naturale di bellezza e spiritualità, ed è perfetta per trasmettere ai bambini l’importanza del rispetto per il territorio. Credo che questa regione abbia ancora tanto da raccontare, e mi piace farlo con occhi nuovi».
Un messaggio per i bambini e i genitori che sfoglieranno questo libro?
«Vorrei che ogni bambino, colorando, sentisse di far parte di un’avventura. E che ogni genitore lo vivesse come occasione di condivisione, perché disegnare insieme può essere un momento prezioso. La cultura non deve restare chiusa nei libri di scuola: deve entrare nella vita quotidiana e diventare gioco, scoperta, emozione».
Un libro che è anche un invito al viaggio
Colora l’Umbria non è solo un libro da colorare, ma un vero e proprio itinerario culturale a misura di bambino. È pensato per le scuole, le famiglie, ma anche come souvenir intelligente per chi visita la regione e vuole portarsi a casa non solo un ricordo, ma un’esperienza.
Disponibile su Amazon KDP, il libro rappresenta un primo passo di un progetto più ampio: valorizzare il territorio umbro attraverso strumenti creativi, capaci di coinvolgere grandi e piccoli.
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