
La classifica provvisoria del 13° censimento del FAI fotografa quattro simboli dell’Umbria che chiedono tutela e valorizzazione. In testa il Parco dei Rimbocchi di Perugia, seguito dalla Quercia secolare di Nottorìa, dal monastero di Sant’Anna a Foligno e dal Castello di Fabro. Le votazioni resteranno aperte fino al 15 dicembre.
L’Umbria vota per i suoi tesori nascosti: quattro luoghi simbolo in corsa nel censimento FAI
Non solo borghi celebri e monumenti conosciuti in tutto il mondo. L’Umbria sceglie di raccontarsi attraverso i suoi luoghi meno noti ma più identitari, quelli che rappresentano la memoria delle comunità e che oggi chiedono di essere salvaguardati. È quanto emerge dalla classifica provvisoria della tredicesima edizione de“I Luoghi del Cuore”, il censimento promosso dal FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano insieme a Intesa Sanpaolo, che in appena due mesi ha già raccolto oltre350 mila votiin tutta Italia.
La campagna, che resterà aperta fino al15 dicembre 2026, permette ai cittadini di segnalare e sostenere luoghi bisognosi di tutela. Raggiungere almeno 3.000 voti consentirà ai progetti di concorrere ai finanziamenti messi a disposizione dal FAI, mentre i primi classificati potranno ottenere contributi fino a 70 mila euro per interventi di recupero e valorizzazione.
Parco dei Rimbocchi, il simbolo del degrado urbano che vuole rinascere
Al primo posto della graduatoria regionale si trova il Parco dei Rimbocchidi Perugia, uno dei principali polmoni verdi del capoluogo umbro.
Nato negli anni Settanta come grande spazio pubblico destinato all’aggregazione sociale, oggi il parco soffre una situazione di progressivo degrado che cittadini e associazioni chiedono da tempo di affrontare. A promuovere la candidatura è stato l’Istituto di Istruzione Superiore “Giordano Bruno”, che ha trasformato il recupero dell’area in un progetto di cittadinanza attiva, sostenuto anche dai volontari FAI dell’Umbria.
Il caso del Parco dei Rimbocchi dimostra come il censimento del FAI possa diventare uno strumento concreto per riportare l’attenzione su aree urbane spesso dimenticate dalle amministrazioni.
La Quercia di Nottorìa, monumento vivente della resilienza
Tra i luoghi che stanno raccogliendo il maggior consenso figura anche la Quercia secolare di Nottorìa, nel territorio di Norcia.
Alta circa ventidue metri e con oltre tre secoli di vita, è considerata il più imponente albero monumentale dell’Umbria. Ma il suo valore va oltre quello naturalistico: dopo il terremoto del 2016 è diventata il simbolo della capacità di resistere della comunità locale.
Gli abitanti chiedono interventi di monitoraggio e cure fitosanitarie affinché questo monumento naturale continui a rappresentare l’identità della Valnerina.
Sant’Anna di Foligno, ultimo testimone della Via dei Monasteri
Nel centro storico di Foligno continua la raccolta firme per il Complesso conventuale di Sant’Anna, ultimo edificio superstite della storica Via dei Monasteri.
Il luogo custodisce una pagina importante della storia artistica italiana: qui, tra il 1565 e il 1798, fu conservata la celebreMadonna di Folignodi Raffaello, prima delle requisizioni napoleoniche.
Grazie ai restauri degli ultimi anni il complesso versa in buone condizioni, ma necessita di continui interventi di manutenzione e di nuovi progetti di valorizzazione per renderlo sempre più fruibile.
Il Castello di Fabro dopo il crollo delle mura
Per la provincia di Terni il luogo più votato è il Castello di Fabro, antica fortezza medievale che domina il paese dall’alto del colle.
Il maniero è tornato al centro dell’attenzione nel febbraio scorso, quando il cedimento di una parte delle mura esterne, provocato dalle eccezionali piogge invernali, ha evidenziato la necessità di urgenti lavori di consolidamento.
La candidatura al censimento è sostenuta dal Comune e dall’intera comunità locale con l’obiettivo di reperire nuove opportunità per il recupero del complesso storico.
Un censimento che dà voce alle comunità
Il programma “I Luoghi del Cuore” continua a dimostrarsi uno degli strumenti più efficaci di partecipazione civica nel campo della tutela del patrimonio culturale e ambientale. Non premia soltanto il valore storico dei beni, ma soprattutto la capacità delle comunità di mobilitarsi per proteggerli.
Per l’Umbria la classifica racconta una regione che non chiede soltanto di conservare monumenti prestigiosi, ma anche parchi urbani, alberi monumentali, monasteri e castelli che costituiscono il tessuto identitario dei territori.
Le votazioni resteranno aperte fino al15 dicembre, offrendo ancora diversi mesi ai comitati promotori per scalare la classifica nazionale e trasformare il consenso popolare in opportunità concrete di recupero.
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