La giunta Bandecchi presenta l’accordo con la piattaforma internazionale come una svolta per la Cascata delle Marmore. Ma l’operazione apre interrogativi politici pesanti sul lavoro svolto finora e sull’assenza di una vera destinazione turistica integrata.
La giunta comunale presenta l’arrivo della Cascata delle Marmore sulla piattaforma internazionale GetYourGuide come una svolta per il turismo ternano. Un annuncio accolto con entusiasmo dall’assessore al Turismo Tiziana Laudadio, che parla di mercati internazionali, destagionalizzazione e rafforzamento della destinazione Terni.
Ma dietro il linguaggio istituzionale e le parole del marketing territoriale emerge una realtà molto più politica: se oggi il Comune sostiene che la Cascata delle Marmore “non è adeguatamente posizionata nei principali canali digitali internazionali”, significa che qualcuno, fino ad oggi, non ha fatto il proprio lavoro.
E il punto è ancora più evidente considerando che il sindaco resta sempre Stefano Bandecchi. Cambia l’assessore, ma non cambia la guida politica della città. Di conseguenza, l’attuale operazione finisce inevitabilmente per certificare anche il fallimento della precedente gestione turistica affidata ad Alessandra Salinetti.
Perché se nel 2026 si scopre improvvisamente che la Cascata è poco presente nei circuiti internazionali, viene naturale chiedersi cosa sia stato fatto concretamente negli anni precedenti per promuovere il principale attrattore turistico dell’Umbria meridionale.
Il vero problema, infatti, non è l’assenza di una piattaforma digitale. È l’assenza di una strategia territoriale.
A luglio e agosto migliaia di turisti arrivano ogni giorno alla Cascata delle Marmore. Pullman, camper, famiglie, stranieri, motociclisti, escursionisti. Un flusso enorme che però continua a trasformarsi in turismo “mordi e fuggi”. I visitatori vedono la Cascata e poi ripartono. Non vengono trattenuti, non vengono accompagnati alla scoperta della città, non vengono stimolati a vivere Terni, il suo centro storico, i suoi eventi, la sua offerta culturale ed enogastronomica.
E il caso più emblematico resta quello di Piediluco.
Come già denunciato nell’intervista all’imprenditrice Susanna Sabatini dell’Hotel del Lago, pubblicata da UMBRIAreport, è paradossale che uno dei borghi lacustri più suggestivi dell’Umbria non venga praticamente promosso all’interno del circuito della Cascata
Nessun grande sistema di cartellonistica turistica integrata. Nessuna narrazione territoriale capace di collegare Cascata, Lago di Piediluco, centro cittadino, siti archeologici, outdoor, ristorazione e percorsi esperienziali. Nulla che trasformi una visita di due ore in un soggiorno.
Ed è qui che la narrazione della giunta mostra tutta la sua debolezza.
GetYourGuide può essere uno strumento utile. Nessuno lo nega. Ma è un canale commerciale, non una politica turistica. Inserire il biglietto della Cascata su una piattaforma internazionale non equivale a costruire una destinazione.
Anzi, il rischio è opposto: continuare a vendere il “prodotto Cascata” senza generare un reale beneficio diffuso sul territorio ternano. Perché il turismo moderno si costruisce attraverso ecosistemi integrati, governance forte, mobilità efficiente, servizi, eventi, identità urbana e permanenza media dei visitatori.
Terni, invece, continua a vivere una contraddizione enorme: possiede uno dei più grandi attrattori naturalistici d’Europa ma non riesce ancora a trasformarlo in economia turistica strutturata.
La stessa operazione viene presentata come “senza costi per il Comune”, grazie a una campagna da 56 mila euro sostenuta dal proponente. Ma anche qui emerge una domanda inevitabile: possibile che una città intera continui ad affidare la propria promozione turistica quasi esclusivamente a soggetti esterni, piattaforme e iniziative spot?
Il problema non è avere GetYourGuide. Il problema è pensare che basti quello.
Perché il vero nodo non è digitale. È politico.
Ed è la mancanza, ancora oggi, di una visione complessiva capace di trasformare la Cascata delle Marmore nel motore di sviluppo di tutto il territorio ternano.
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