
Le Gole del Nera e Stifone diventano un laboratorio didattico a cielo aperto grazie al nuovo programma dedicato alle scuole.
La partnership tra la Cooperativa Sociale di Comunità Parco Gole del Nera e MonteMeru porta a Narni un nuovo programma di educazione ambientale e turismo scolastico. Geologia, biodiversità, archeologia industriale e citizen science diventano strumenti per conoscere il territorio e destagionalizzare i flussi
Non più soltanto una meta da raggiungere nella bella stagione, percorrere e fotografare. LeGole del Nerapuntano a diventare un luogo da conoscere, studiare e interpretare durante tutto l’anno, partendo proprio dalle nuove generazioni.
Nasce con questa prospettiva il nuovo programma dieducazione ambientale e turismo scolasticodedicato al sistema delle Gole del Nera, al borgo di Stifone, alla Sorgente della Morìca e al patrimonio naturale, storico e culturale dell’area.
Il progetto nasce dalla collaborazione tra laCooperativa Sociale di Comunità Parco Gole del Nerae laCooperativa MonteMeru di Assisi, unendo due competenze complementari: da una parte la conoscenza diretta e la gestione del territorio, dall’altra l’esperienza maturata nella didattica ambientale, nell’organizzazione delle attività e nella promozione rivolta al mondo scolastico.
L’obiettivo è interessante soprattutto sotto il profilo turistico:superare la concentrazione stagionale delle presenzee costruire una frequentazione dell’area distribuita nell’arco dell’anno, facendo del turismo scolastico uno degli strumenti di destagionalizzazione.
Dalla visita al territorio all’esperienza
La filosofia del progetto cambia anche il modo di raccontare il paesaggio. Le Gole non costituiscono semplicemente lo scenario dell’attività didattica: diventano esse stesse materia di studio.
Il programma prevede infatti un catalogo di esperienze interdisciplinari pensate per consentire agli studenti di osservare direttamente fenomeni naturali, storia e trasformazioni prodotte dall’uomo.
Con“Le rocce raccontano il Nera”si entra nella geologia del canyon e nei processi che hanno determinato la formazione del paesaggio, mentre“L’acqua turchese del Nera”trasforma il fiume in un laboratorio scientifico attraverso attività dedicate al monitoraggio delle acque.
Con“Orienteering a Stifone”, invece, sono mappa e bussola a guidare gli studenti alla scoperta del borgo.
Particolarmente significativo è“Il motore dell’acqua”, itinerario che mette in relazione ambiente, energia idraulica e archeologia industriale. Un modo per raccontare come l’acqua abbia condizionato nei secoli non soltanto la morfologia del territorio, ma anche le attività economiche e produttive sviluppatesi lungo il Nera.
La dimensione naturalistica torna con“Planta Sonorum”, dedicato alla botanica e alla percezione sensoriale, e con“Custodi del Fiume”, esperienza dicitizen scienceattraverso la quale gli studenti vengono coinvolti nell’osservazione e nel monitoraggio della biodiversità.
Completano il catalogo“Un viaggio magico tra roccia e acqua”e“Il mio erbario: un’avventura tra le foglie”, con proposte costruite per avvicinare anche i più giovani all’ecosistema attraverso l’esperienza diretta.
Gli studenti diventano “custodi” del territorio
È proprio questo uno degli elementi più interessanti dell’iniziativa: il passaggio dall’educazione ambientale intesa come semplice trasmissione di informazioni a una forma dipartecipazione attiva.
Osservare l’acqua, riconoscere le specie vegetali, leggere le rocce, orientarsi nel territorio e rilevare elementi della biodiversità significa costruire un rapporto diverso con il luogo visitato.
«Le Gole del Nera rappresentano uno dei patrimoni ambientali più straordinari dell’Umbria – dichiarano congiuntamente le due cooperative –. Il nostro obiettivo è far comprendere ai giovani il rapporto tra uomo e natura, poiché dalla conoscenza nasce la tutela dei beni comuni.»
La partnership si colloca inoltre nella prospettiva indicata dalComune di Narniattraverso il percorso di co-progettazione finalizzato alla valorizzazione del patrimonio e dell’ecosistema fluviale.
Il turismo scolastico come leva di destagionalizzazione
Accanto al valore educativo c’è infatti un secondo livello, quello economico e turistico.
Portare le scuole sul territorio nei mesi tradizionalmente meno frequentati significa generare presenze fuori dall’alta stagione e creare opportunità anche per le attività che ruotano attorno all’accoglienza, ai servizi e alla fruizione culturale.
È un modello particolarmente adatto all’Umbria, dove il patrimonio naturalistico può essere integrato con borghi, archeologia, storia produttiva e percorsi di mobilità lenta.
MonteMeru metterà a disposizione del progetto la propria struttura organizzativa e digitale per lapromozione su scala nazionale, la gestione delle prenotazioni e i rapporti con istituti scolastici e tour operator.
La scommessa, dunque, va oltre una nuova serie di escursioni per studenti: utilizzare l’educazione ambientale per costruire una relazione più profonda tra visitatore e territorio e, contemporaneamente, trasformare uno dei paesaggi più suggestivi del Narnese in una destinazione capace di viveredodici mesi l’anno.
Perché un luogo che viene conosciuto non è soltanto visitato. Ha molte più possibilità di essere rispettato, raccontato e, soprattutto, tutelato.
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