WCENTER 0VITAGBTZZ - TRASVERSALE VITERBO CIVITAVECCHIA - EMMEDUE -
Dopo decenni di attesa, il primo stralcio tra Monte Romano Est e Tarquinia è pronto alla cantierizzazione
Qualcosa, finalmente, si muove lungo la Trasversale Orte–Civitavecchia. Quella che per anni è stata la “madre di tutte le incompiute” della Tuscia e dell’Umbria meridionale entra ora in una fase operativa concreta: il primo stralcio della strada statale 675 Umbro-Laziale, nel tratto Monte Romano Est–Tarquinia, è pronto alla cantierizzazione.
Non si parla ancora di asfalto e corsie aperte, ma di un passaggio decisivo: l’allestimento dei cantieri può partire. E questo, per un’infrastruttura attesa da decenni, è già una svolta. I tempi? Le prime attività potrebbero avviarsi a breve, con un orizzonte di realizzazione stimato in circa cinque anni.
Il nodo Monte Romano: l’imbuto da superare
Il primo stralcio riguarda il punto più critico dell’intero asse: il bypass di Monte Romano. Un tratto di circa cinque chilometri, di cui uno e mezzo in galleria, pensato per aggirare il centro abitato e risolvere quello che, da anni, è un vero collo di bottiglia per la viabilità.
Qui il traffico pesante si è sempre mescolato a quello locale, con rallentamenti cronici, disagi per i residenti e tempi di percorrenza imprevedibili. È su questo segmento che l’opera avrà l’impatto più immediato: meno mezzi pesanti nel paese, maggiore sicurezza e una circolazione finalmente più fluida lungo l’asse tirrenico-appenninico.
Cosa significa “cantierizzazione”
L’autorizzazione riguarda l’avvio delle opere preliminari: realizzazione delle piste di cantiere, viabilità interna, campo base e aree operative. In altre parole, il progetto esce dalla dimensione teorica e diventa fisicamente presente sul territorio.
Dal punto di vista tecnico-amministrativo, il progetto esecutivo del primo stralcio è stato trasmesso e si procede parallelamente all’allestimento dei cantieri, senza attendere la conclusione di tutti gli adempimenti formali. Una scelta che accelera i tempi e riduce il rischio di ulteriori stalli.
Un’opera che cambia le connessioni
La Trasversale Orte–Civitavecchia non è una strada qualsiasi. È un corridoio strategico che collega l’Umbria e l’Italia centrale al Tirreno, mettendo in relazione diretto il nodo di Orte con Tarquinia e, a regime, con Civitavecchia.
Per l’Umbria significa uscire da una storica condizione di marginalità infrastrutturale verso Ovest. Per i territori attraversati, vuol dire tempi certi, logistica più efficiente, maggiore attrattività economica e una connessione reale con uno dei principali hub portuali del Paese.
Turismo e sistema economico: le ricadute attese
Un collegamento più rapido e affidabile con il Tirreno ha effetti diretti anche sul turismo. Il porto di Civitavecchia è uno dei principali scali crocieristici del Mediterraneo e rappresenta una porta d’ingresso potenziale per i flussi verso l’interno.
Con infrastrutture adeguate, raggiungere l’Umbria diventa più semplice: attrattori naturalistici, culturali e paesaggistici – dalla Valnerina ai grandi siti storici – possono intercettare una parte di questi flussi, oggi frenati da collegamenti lenti e frammentati.
Un banco di prova per la credibilità infrastrutturale
Diciamolo chiaramente, Paola: questo primo stralcio è un test di credibilità. Non solo per l’opera in sé, ma per la capacità del sistema pubblico di portare a termine infrastrutture strategiche senza trasformarle in cantieri eterni.
Se il bypass di Monte Romano partirà davvero e rispetterà i tempi, la Trasversale potrà smettere di essere un simbolo di incompiutezza e tornare a essere ciò che dovrebbe: una leva di sviluppo reale per l’Umbria e per l’Italia centrale.
Scopri di più da UMBRIAreport
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.