
Il presidente dell’Ordine di Terni traccia la rotta della categoria: imprese, innovazione, giovani e sviluppo del territorio. “Dobbiamo guidare il cambiamento, non subirlo”
La professione del commercialista sta vivendo una delle trasformazioni più profonde della sua storia. L’intelligenza artificiale, la digitalizzazione, la crescente complessità dei mercati e le difficoltà del sistema produttivo stanno cambiando il ruolo di una categoria chiamata sempre meno a compilare moduli e sempre più ad accompagnare le imprese nelle decisioni strategiche.
È questa la visione che emerge dall’intervista rilasciata daStefano Stellati,presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Terni,che delinea una prospettiva ambiziosa: trasformare l’Ordine in un interlocutore stabile delle istituzioni e in un punto di riferimento per lo sviluppo economico del territorio.
Secondo Stellati, il momento è particolarmente delicato per il tessuto imprenditoriale ternano.
“Le aziende oggi si trovano davanti a scelte definitive: innovare il modello di business, ricercare nuovi mercati, talvolta ripensare radicalmente la propria proposta. Per questo genere di transizione non hanno bisogno solo di consulenza contabile tradizionale, ma di una visione integrata.”
Una riflessione che va oltre il perimetro della professione e tocca direttamente il futuro economico della provincia. Il presidente evidenzia come il commercialista debba diventare il “traduttore” tra imprese, sistema bancario e investitori, contribuendo a mantenere sul territorio risorse e opportunità di crescita.
Un Ordine protagonista del territorio
Tra gli obiettivi della nuova presidenza c’è anche quello di rendere l’Ordine una voce autorevole nel dibattito economico locale.
“L’ODCEC si deve proporre come produttore di analisi sulla salute economica del territorio: dati su fatturati, marginalità, occupazione e investimenti. Queste analisi potranno contribuire a informare istituzioni e decisori pubblici con una consapevolezza fondata sui fatti.”
L’idea è quella di costruire tavoli permanenti con enti locali, università, associazioni e sistema bancario affinché le politiche economiche siano sempre più basate su dati oggettivi e non soltanto su percezioni.
L’intelligenza artificiale? Un’opportunità
Uno dei passaggi più interessanti riguarda il rapporto tra professione e nuove tecnologie.
Per Stellati il dibattito va affrontato senza timori.
“La digitalizzazione e l’IA non sono minacce alla professione: sono strumenti che ridefiniscono il valore aggiunto del commercialista. L’IA libera il tempo, non sostituisce il giudizio.”
La conseguenza, secondo il presidente dell’Ordine, è un cambio di paradigma: meno attività ripetitive e più consulenza strategica, interpretazione dei dati e supporto alle decisioni imprenditoriali.
Giovani professionisti: serve una nuova narrazione
Non manca una riflessione sul ricambio generazionale.
Stellati riconosce le difficoltà economiche che oggi incontrano i giovani che scelgono la professione, ma invita a guardare alle nuove opportunità offerte dal mercato.
“Un giovane commercialista può specializzarsi in ambiti strategici come l’advisory sulla trasformazione digitale delle imprese. Può diventare un consulente strategico offrendo servizi che vanno ben oltre la contabilità tradizionale.”
Tra le priorità indicate figurano una collaborazione più stretta con l’Università e un coinvolgimento concreto dei giovani all’interno dell’Ordine, affidando loro responsabilità operative e non semplicemente ruoli consultivi.
Lo sguardo al 2030
Alla domanda su quale risultato vorrebbe lasciare al termine del mandato, Stellati non parla di numeri o bilanci, ma dell’impatto concreto sulle imprese.
“Mi piacerebbe che il commercialista venga percepito non solo come quello che aiuta il contribuente nel labirinto del sistema fiscale, ma che abbia avuto un ruolo attivo nell’accompagnare decine di aziende nella trasformazione d’impresa.”
L’obiettivo finale, conclude, è far riconoscere la categoria come garante di competenza, legalità, indipendenza e tutela dell’interesse generale, contribuendo direttamente alla competitività delle imprese e al buon funzionamento delle istituzioni.
Una visione che sposta il baricentro della professione: dal semplice adempimento fiscale alla costruzione dello sviluppo economico. Una sfida che riguarda i commercialisti, ma che inevitabilmente coinvolge anche il futuro di Terni.
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