
Scelta come immagine simbolo della rassegna Luci di Donna a Terni, l’opera di Rubinia rompe la retorica e trasforma la memoria in forza politica e culturale.
TERNI – Nel cuore delle iniziative dedicate all’universo femminile promosse dalComune di Terni, emerge un’opera che non si limita a “rappresentare”, ma prende posizione. ÈNata due voltediRubinia(Orietta Tribolati), acrilico su tela (60×80 cm), scelta come immagine simbolo della rassegnaLuci di Donna. Una scelta tutt’altro che neutra.
Quest’opera è un manifesto visivo. Non consola, non addolcisce, non decora.Nata due volteè un atto di resistenza.
Un’immagine che parla di violenza, rinascita e responsabilità collettiva
Il rosso domina la scena: un rosso che non è solo passione, ma sangue, ferita, memoria. Su questo fondo si staglia una figura femminile attraversata da linee bianche, quasi un grembo simbolico, una soglia di rinascita. È un riferimento potente alla Natività, ma qui la luce non salva per grazia: nasce dalla lotta.
Rubinia dedica idealmente l’opera a Ilaria Sula e a tutte le donne vittime di violenza.E lo fa senza retorica. La donna al centro del dipinto non è immobile, non è schiacciata dal dolore: è in tensione, in movimento, impegnata a spezzare una gabbia fatta di costrizioni sociali, psicologiche, culturali.
“Nascere due volte” significa questo: attraversare il trauma, non rimuoverlo, e tornare al mondo più consapevoli, più libere, più vere.
Qui l’arte smette di essere rifugio e diventa linguaggio politico. E funziona.
L’arte incontra la scienza al Caffè Letterario
Il dipinto accompagna idealmente il ciclo di incontri ospitati dallaBCT – Biblioteca Comunale di Terni, tra cui l’appuntamento del 10 gennaio alle ore 17.00 al Caffè Letterario, dedicato aPatrizia Mecocci, scienziata di fama internazionale inserita tra le mille più influenti al mondo secondo Research.com.
Arte e scienza qui dialogano sullo stesso piano: consapevolezza, conoscenza, responsabilità. Un segnale importante per una città che sceglie di non limitarsi alla commemorazione, ma di costruire pensiero.
ConNata due volte, Rubinia consegna a Terni un’immagine scomoda e necessaria. Non un simbolo da appendere, ma una domanda aperta:quante volte siamo disposti a rinascere, davvero, come comunità?
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