A Terni la Masterclass sul Terre Arnolfe Trail mette al centro bikepacking, comunità locali e strategie concrete di turismo lento. Amministratori, operatori e giornalisti a confronto su un modello di sviluppo sostenibile per i territori interni umbri.
C’è un turismo che non fa rumore, non consuma, non passa e basta. È quello che resta. Ed è esattamente da qui che parte la Terre Arnolfe Trail Masterclass, in programma venerdì 6 febbraio a Terni, nella Sala Pirro di Palazzo Carrara. Un appuntamento che non è una semplice presentazione, ma un momento di visione condivisa sul futuro dei territori interni umbri.
Dalle 9:30 alle 13:00, operatori turistici, amministratori, cicloturisti e addetti ai lavori si confronteranno su un tema che oggi è tutto fuorché moda: il turismo attivo come leva strutturale di sviluppo. Non storytelling da brochure, ma economia reale, relazioni, comunità.
Il Terre Arnolfe Trail (TAT) – presentato da Marco Angeletti – attraversa borghi e paesaggi che di solito restano ai margini delle mappe ufficiali: Acquasparta, Amelia, Avigliano Umbro, Massa Martana, Montecastrilli, Narni, Sangemini, Spoleto, Terni, Todi. Un’Umbria meno instagrammata e più vera, perfetta per il bikepacking: autonomia, lentezza, immersione.
Il valore della Masterclass sta proprio nella pluralità degli sguardi. Gli assessori Marco Schenardi (Sport) e Alessandra Salinetti (Turismo) aprono i lavori, seguiti dagli interventi dei sindaci Riccardo Aquilini (Montecastrilli) e Lorenzo Lucarelli (Narni), che riportano il tema sul piano politico-amministrativo: i piccoli borghi non si salvano con gli slogan, ma con idee concrete, servizi e nuove forme di ospitalità. Le panchine giganti, l’ospitalità rurale, la bici come antidoto all’isolamento: esempi semplici, ma efficaci.
Molto centrati anche i contributi più tecnici. Claudio Di Dionisio (Isytravel Tour Operator) entra nel merito di ciò che il cicloturista cerca davvero: sicurezza, accoglienza, narrazione coerente. Sandro Acciarini (Terranostra Umbria) lavora invece sul binomio che in Umbria è decisivo: bike & food, perché il turismo lento funziona solo se incontra una filiera locale viva.
Tra gli interventi, quello di Paola Idilla Carella, giornalista esperta di turismo e marketing territoriale, presidente dell’Associazione THINKTANKTERNI. Negli anni la giornalista si è occupata di turismo lento e sostenibile nella nota rubrica Explorer Cultura turistica a 360° su MilanoPost: ha più volte analizzato il ruolo delle ciclovie e dei cammini come strumenti di riequilibrio territoriale. Il suo contributo alla Masterclass mette a fuoco un punto chiave: senza una strategia di comunicazione e posizionamento, anche i migliori progetti restano invisibili. Il turismo lento non è “alternativo”, è una scelta politica ed economica di lungo periodo.
Chiude l’incontro Luca Gianpiccolo con il caso Spoleto–Norcia: da vecchia ferrovia a brand riconoscibile, uno degli esempi più riusciti di riconversione infrastrutturale in chiave sostenibile. La prova che, quando visione e gestione vanno d’accordo, i risultati arrivano.
Il Terre Arnolfe Trail non è solo un tracciato. È un’idea precisa di futuro: meno flussi mordi e fuggi, più esperienze che radicano valore. Se l’Umbria vuole davvero giocare la partita del turismo sostenibile, iniziative come questa non sono un contorno. Sono il cuore della strategia.
Info:
📧 instabikeweb@gmail.com
🌐 www.terrearnolfetrail.it
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