Un bambino di quattro anni lotta contro un tumore aggressivo, mentre la sua famiglia affronta anche un dramma economico. La comunità si mobilita: raccolte fondi e iniziative solidali per non lasciarli soli.
Ci sono notizie che non si leggono. Si attraversano.
A Terni, oggi, una di queste ha il volto di un bambino di quattro anni: Gianluca Sorba.
La sua è una lotta che non concede tregua. Un neuroblastoma intestinale al quarto stadio, tra le forme più aggressive, già esteso. Prima l’intervento d’urgenza all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, poi il trasferimento al reparto oncologico del Policlinico di Perugia, dove la cura è diventata una routine fatta di terapie pesanti e attese interminabili.
Ma la malattia non resta mai confinata a un corpo solo.
Accanto a Gianluca c’è una famiglia che sta pagando un prezzo altissimo anche fuori dall’ospedale. La madre ha lasciato il lavoro per non abbandonare il figlio. Il padre ha cambiato vita, trasferendosi a Perugia per restargli vicino. Scelte obbligate, che però hanno aperto una ferita economica difficile da contenere.
Affitto, bollette, spese quotidiane: la realtà non fa sconti, nemmeno quando la priorità dovrebbe essere una sola — salvare una vita.
E allora succede qualcosa che troppo spesso resta teoria: una comunità decide di esserci davvero.
L’Associazione Manulaeta APS, guidata da Anna Maria Longhi, ha raccolto questo bisogno e lo ha trasformato in un impegno concreto. Non un gesto di pietà, ma un atto di responsabilità.
L’obiettivo è semplice e potente: sostenere la famiglia nelle spese essenziali — casa, utenze, cibo — per permettere ai genitori di fare l’unica cosa che conta: restare accanto al loro bambino.
Il territorio sta rispondendo. Tra le iniziative più significative, il “Saloon della Solidarietà”, pranzo benefico in programma il 19 aprile a San Gemini. Non solo raccolta fondi, ma un segnale chiaro: qui nessuno vuole girarsi dall’altra parte.
Perché la verità è questa: la solidarietà non è un accessorio morale. È una scelta netta.
Ogni donazione alleggerisce un peso reale. Non simbolico. Significa permettere a due genitori di non doversi dividere tra la paura e i conti da pagare.
E soprattutto significa ricordare una cosa che spesso dimentichiamo: una comunità esiste solo quando si fa carico del dolore degli altri.
Come aiutare
È possibile sostenere la famiglia di Gianluca con una donazione tramite GoFundMe:
DONA ORA PER LA FAMIGLIA DI GIANLUCA SORBA
Oppure tramite bonifico:
ASSOCIAZIONE MANULAETA APS
IBAN: IT90S0503414400000000006819
Causale: Libera donazione a sostegno di Gianluca Sorba
In alternativa, partecipando agli eventi solidali sul territorio, a partire dal pranzo del 19 aprile a San Gemini.
Perché in certe storie non basta essere informati. Bisogna scegliere da che parte stare.
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