Dalla bottega artigiana ai mercati globali: Sandro Picciolini porta l’eccellenza ternana a Montecitorio. Un segnale chiaro: anche i territori “periferici” possono guidare il Made in Italy.
TERNI – Il Made in Italy non è solo una narrazione. È una selezione naturale. E quando arrivi a Montecitorio, nella Sala della Regina, significa che sei dentro quel perimetro ristretto dove qualità, visione e credibilità coincidono.
Lo scorso 24 marzo, alla Camera dei Deputati, Terni è salita simbolicamente sul tetto dell’eccellenza italiana grazie alla presenza di Sandro Picciolini, amministratore delegato di Divania/Horo s.r.l., tra i protagonisti della quarta edizione di “Italiano Vero – Il Made in Italy, eccellenze nel mondo”.
Un risultato che non nasce per caso, ma da una scelta precisa. Il consigliere comunale Guido Verdecchia ha voluto che Terni fosse rappresentata non in modo formale, ma attraverso un’azienda capace di incarnare davvero il concetto di qualità italiana. E Divania/Horo oggi è esattamente questo: un modello industriale evoluto che parte dall’artigianato e arriva al lusso globale.
Un palco che certifica valore
L’evento, promosso dal Rotary Distretto 2080 e ospitato nella sede istituzionale più alta, ha visto la partecipazione del Presidente della Camera Lorenzo Fontana e di alcuni dei nomi che definiscono l’identità produttiva italiana nel mondo.
Non un semplice convegno, ma una vera certificazione di posizionamento. Accanto a Picciolini, figure come Maurizio Marinella, Rosanna Carpenè, Carlo Aquilano e Gianluca Ciniero.
Divania/Horo: industria sartoriale
La storia di Divania/Horo è quella che oggi dovremmo studiare seriamente, soprattutto nei territori come l’Umbria. Non è solo crescita dimensionale – 50 dipendenti, oltre 6.000 mq di stabilimento – ma evoluzione del modello produttivo.
Qui non si vendono mobili. Si costruiscono ambienti: dagli Hotel di lusso alle residenze esclusive ai mega-yacht: ogni progetto è “chiavi in mano”, ma soprattutto è sartoriale. E questa è la vera differenza tra chi compete sul prezzo e chi compete sul valore.
È il punto che spesso sfugge: il Made in Italy non è più manifattura. È progettazione integrata.
Il vero nodo: visibilità vs sistema
La presenza di un’azienda ternana a Montecitorio apre però una questione più ampia. Perché se queste eccellenze esistono, perché restano spesso isolate?
Il problema non è la qualità. È il sistema.
Terni dimostra di avere imprese capaci di stare nei contesti più alti, ma manca ancora una regia territoriale che trasformi questi casi in strategia. In altre parole: siamo bravi a produrre eccellenze, molto meno a metterle a sistema.
Ed è qui che iniziative come “Italiano Vero” diventano fondamentali: non solo vetrine, ma momenti di riconoscimento che possono innescare dinamiche più ampie.
Un segnale che vale più di una presenza
Durante il confronto, coordinato dal giornalista Francesco Giorgino, è emerso con chiarezza un concetto: il Made in Italy autentico si fonda su onestà intellettuale, coerenza produttiva e identità. Divania/Horo incarna esattamente questo.
E per Terni non è solo una soddisfazione. È un segnale: vuol dire che esiste un’industria capace di competere ai massimi livelli senza perdere la propria misura, senza diventare caricatura di sé stessa. Vuol dire che il cosiddetto “miracolo italiano” non è finito: si è semplicemente spostato fuori dai radar.
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