Alla Galleria Patrizia Anastasi, il 17 aprile, il vernissage della personale ispirata al film di Francis Ford Coppola. In programma anche l’accompagnamento musicale del soprano Erika Nakanishi. La mostra sarà visitabile anche il 18 aprile
Un immaginario sospeso tra cinema, simbolismo e ricerca interiore prende forma nella nuova personale di Natascia De Sanctis, protagonista della mostra “Dracula e Mina”, in programma venerdì 17 aprile 2026 alle ore 18 alla Galleria Patrizia Anastasi, in Viale Giuseppe Mazzini 1/A a Roma.
L’esposizione si annuncia come un percorso immersivo ispirato a “Dracula di Bram Stoker”, il film del 1992 diretto e co-prodotto da Francis Ford Coppola, tratto dal celebre romanzo di Bram Stoker. Un riferimento cinematografico forte, che nel progetto espositivo diventa materia visiva, atmosfera e linguaggio espressivo.
Secondo il comunicato, l’universo artistico di Natascia De Sanctis è attraversato da tempo da una tensione verso il surreale e verso quella che viene definita una dimensione “vampiresca”, che l’artista traduce attraverso una tecnica personale, realizzata con i pastelli e basata anche su una pratica di disegno “ad occhi chiusi”, intesa come connessione con la propria interiorità. Nel 2018 De Sanctis ha inoltre ideato un nuovo metodo artistico volto a esplorare l’inconscio, affiancato a un progetto artistico-tecnologico legato all’ologramma, ancora in fase di realizzazione.
A rendere ancora più scenografico il vernissage sarà la partecipazione del soprano giapponese Erika Nakanishi, artista formata al Conservatorio Santa Cecilia di Roma, che accompagnerà la serata con la sua voce. Il comunicato ricorda anche alcune tappe del suo percorso, dal Premio Terenzio nel 2019 fino all’ingresso, nel 2024, nel coro della Cappella Giulia presso la Basilica di San Pietro.
La serata sarà documentata dai fotografi Dino Fiore e Giada Iuliano. Per chi non potrà partecipare al vernissage, la mostra resterà visitabile anche sabato 18 aprile, dalle 11.30 alle 13.30 e dalle 15 alle 18, sempre negli spazi della Galleria Patrizia Anastasi Arte, presso l’Associazione Culturale Plus Arte Pulse di Roma.
Più che una semplice esposizione, “Dracula e Mina” punta a costruire un’esperienza visiva dal forte impatto evocativo, dove il richiamo a un classico della letteratura e del cinema si intreccia con una ricerca artistica personale che guarda all’inconscio, al simbolo e alla trasformazione interiore. Ed è proprio qui, secondo me, che sta l’elemento più interessante dell’iniziativa: non il puro omaggio al mito di Dracula, ma il tentativo di usarlo come varco narrativo e psicologico.
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