A Perugia l’assemblea di Umbria Aerospace Cluster: sostenibilità, competenze e filiere al centro. Accordo con BNL BNP Paribas e focus su formazione e talenti.
Capitale umano, sostenibilità e competitività. Sono queste le tre direttrici su cui si gioca il futuro della filiera aerospaziale umbra, al centro dell’assemblea annuale di Umbria Aerospace Cluster, ospitata nella sede di Confindustria Umbria a Perugia.
Un comparto che rappresenta una delle espressioni più avanzate del sistema produttivo regionale: 49 aziende, circa un miliardo di euro di fatturato e oltre 5mila addetti. Numeri che raccontano un ecosistema industriale già strutturato, ma chiamato oggi a confrontarsi con sfide sempre più complesse.
A delineare il quadro è stato il presidente del Cluster, Daniele Tonti, che ha ribadito il ruolo strategico della filiera aerospaziale non solo per l’innovazione tecnologica e la sicurezza nazionale, ma anche per le ricadute trasversali su settori come logistica, trasporti e salute.
“Il capitale umano e la sostenibilità sono oggi la vera sfida strategica – ha sottolineato –. Non basta attrarre competenze: serve costruire un ecosistema capace di trattenerle e valorizzarle, rendendo il territorio competitivo e attrattivo”.
Competenze e sostenibilità: il nodo della competitività
Il tema della competitività è stato ripreso anche dall’assessore regionale allo Sviluppo economico, Francesco De Rebotti, che ha evidenziato come il settore aerospaziale rappresenti uno degli asset più avanzati dell’economia umbra.
Le imprese del Cluster, ha spiegato, hanno costruito nel tempo un posizionamento solido nelle filiere internazionali, ma oggi la competizione si gioca su un equilibrio sempre più delicato tra investimenti tecnologici, sostenibilità e qualità del capitale umano.
In questa direzione, la Regione punta a rafforzare la propria politica industriale con nuovi bandi dedicati alle tecnologie strategiche, al sostegno delle filiere e ai processi di riconversione produttiva.
Il vero problema? Trovare e trattenere talenti
Il cuore dell’assemblea è stato però lo studio sui fabbisogni professionali realizzato da Randstad Aerospace, divisione specializzata di Randstad Italia.
L’analisi restituisce una fotografia chiara: il settore vive una doppia tensione strutturale.
Da un lato la difficoltà nel reperire figure specializzate, dall’altro la necessità di trattenere i talenti in un mercato sempre più competitivo. A pesare è anche il divario generazionale: circa il 30% degli occupati ha più di 50 anni, mentre gli under 30 si fermano al 15%.
Non è solo un problema quantitativo, ma anche qualitativo: le competenze disponibili non sempre corrispondono alle esigenze delle imprese.
Secondo Francesco Di Marco, Unit Manager di Randstad, la risposta deve essere sistemica: passare da una logica di semplice ricerca del personale a una strategia integrata di attraction e retention, rafforzando il legame tra imprese e sistema educativo e puntando su formazione continua e modelli duali scuola-lavoro.
Supply chain e finanza: le leve per crescere
Nel corso dell’assemblea è stato affrontato anche il tema della supply chain sostenibile, con il contributo di Leonardo, principale gruppo industriale italiano dell’aerospazio, difesa e sicurezza.
In particolare, Flavia Liguori ha sottolineato la necessità di rafforzare la collaborazione tra grandi player e cluster territoriali per aumentare la resilienza della filiera.
Sul fronte finanziario, è stato presentato l’accordo tra Umbria Aerospace Cluster e BNL BNP Paribas, finalizzato a sostenere gli investimenti delle imprese in ottica sostenibile ed ESG.
L’intesa prevede strumenti dedicati, consulenza specialistica e condizioni agevolate per facilitare l’accesso al credito, accompagnando le aziende nei percorsi di transizione energetica e crescita internazionale.
Un ecosistema che vuole consolidarsi
L’assemblea ha confermato il ruolo del Cluster, coordinato da Confindustria Umbria, come piattaforma di integrazione tra imprese, istituzioni e partner strategici.
L’obiettivo è chiaro: consolidare il posizionamento dell’Umbria nelle filiere aerospaziali più avanzate, in un contesto globale dove la competizione si fa sempre più selettiva.
E dove, più dei capitali, a fare la differenza sarà sempre di più la capacità di costruire – e trattenere – intelligenza.
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