Il segretario comunale del Partito Democratico Leopoldo Di Girolamo annuncia aperture settimanali delle sedi e rilancia il confronto interno sul futuro delle Usl umbre: “Non toccare le due aziende sanitarie”.
TERNI – Il Partito Democratico ternano prova a riorganizzare il rapporto con il territorio partendo dall’ascolto diretto dei cittadini. Una strategia che si intreccia con il tesseramento 2026, dedicato alla figura di Tina Anselmi, e con una riflessione politica che punta a riportare il partito dentro i temi più concreti della città, dalla sanità ai servizi territoriali.
Ad annunciarlo è il segretario comunale del Pd ternano, Leopoldo Di Girolamo, che ha illustrato un percorso di apertura settimanale delle sedi del partito, dalla federazione provinciale di via Mazzini fino ai circoli locali. L’obiettivo dichiarato è costruire una presenza più stabile e meno episodica nei quartieri e nelle periferie, raccogliendo segnalazioni, criticità e proposte direttamente dai cittadini.
Non soltanto organizzazione interna, però. Sul tavolo c’è soprattutto uno dei temi più delicati della politica regionale: il possibile riassetto delle Usl umbre. E su questo il Pd ternano prende una posizione chiara, almeno nella fase iniziale del confronto: “Non toccare le due Usl”.
Secondo Di Girolamo, eventuali modifiche all’attuale assetto sanitario rischierebbero di aprire una lunga fase di transizione amministrativa e gestionale, stimata tra i due e i tre anni, con inevitabili conseguenze sui servizi ai cittadini. Una posizione che riflette anche il timore, molto diffuso nei territori, che ogni riorganizzazione possa tradursi in un ulteriore allontanamento dei centri decisionali dalle esigenze locali.
Il tema, però, non viene affrontato soltanto sul piano tecnico. Dietro il dibattito sulle Usl emerge anche una questione politica interna al partito. Di Girolamo chiede infatti un confronto più strutturato e meno frammentato dentro il Pd umbro, sottolineando la necessità di arrivare ad una linea condivisa prima del passaggio nelle sedi istituzionali regionali.
Il messaggio è chiaro: evitare posizioni isolate, dichiarazioni estemporanee e divisioni che rischiano di indebolire il partito su un tema particolarmente sensibile per cittadini e amministratori locali. La sanità, in Umbria, continua infatti ad essere uno dei principali terreni di confronto politico, soprattutto in una fase in cui liste d’attesa, carenza di personale e squilibri territoriali alimentano un clima di crescente preoccupazione.
La scelta del Pd ternano sembra dunque puntare su due direttrici parallele: ricostruire una presenza territoriale più visibile e, allo stesso tempo, tentare di riportare il confronto politico interno su basi più condivise. Resta da capire se questa fase di ascolto riuscirà davvero a tradursi in una proposta politica capace di incidere nel dibattito regionale o se resterà confinata ad una operazione di ricucitura organizzativa.
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