
La società romana, realtà consolidata della post-produzione cinematografica, si è aggiudicata in via provvisoria la concessione per dieci anni. Un progetto ambizioso dopo anni di abbandono. Ma questa volta agli annunci dovranno seguire produzioni, lavoro e risultati
TERNI –Papigno potrebbe finalmente tornare a fare cinema. Il condizionale, almeno per il momento, è necessario. Dopo anni di progetti, annunci e tentativi di rilancio, la concessione degli ex stabilimenti elettrochimici e degli studios cinematografici è stataaggiudicata in via provvisoriaallaAugustus Color srl di Roma. Per l’aggiudicazione definitiva restano infatti da completare gli ultimi passaggi amministrativi.
Una precisazione tutt’altro che formale, soprattutto quando si parla di Papigno, un luogo sul quale Terni ha accumulato negli anni aspettative, promesse e occasioni rimaste incompiute.
Questa volta, tuttavia, un elemento concreto c’è: il soggetto arrivato al termine della procedura non è un investitore estraneo al settore, ma un’impresa che opera da decenni nella filiera cinematografica.
Chi è Augustus Color
Augustus Colorè una storica realtà romana della post-produzione cinematografica. L’azienda fa risalire la propria attività al1972e oggi lavora tra pellicola e digitale occupandosi di sviluppo e stampa, restauro e remastering, color grading, VFX e CGI, montaggio, sound design, doppiaggio e archiviazione. Dispone inoltre di studi di produzione dotati di green screen e LED wall.
È un profilo industriale che dà alla proposta per Papigno una consistenza diversa rispetto a molte ipotesi formulate in passato. Augustus Color ha lavorato nella post-produzione di opere di autori comeLuca Guadagnino, Alice Rohrwacher, Pietro Marcello e Michelangelo Frammartinoe a produzioni internazionali realizzate in Italia.
Dunqueil curriculum dell’operatore c’è. Ora bisognerà vedere se quella esperienza sarà realmente trasferita a Terni e in quale misura.
Dieci immobili e un investimento da 1,75 milioni
Il progetto riguarda dieci immobili del complesso di Papigno e prevede un investimento complessivo di1 milione e 750 mila euro.
Di questi,1,1 milionisaranno destinati al recupero, alla ristrutturazione e alla rifunzionalizzazione degli immobili, mentre altri650 mila euroserviranno per arredi, attrezzature e impianti.
Saranno interessati tre teatri di posa, la palazzina degli uffici e dei camerini e i capannoni destinati a sartoria, laboratorio, falegnameria e deposito delle scenografie. Gli interventi dovranno ottenere le necessarie autorizzazioni della Soprintendenza, essendo il complesso sottoposto a vincolo.
La concessione prevista è didieci anni, con un canone di75 mila euro l’anno più Ivaa favore del Comune.
La domanda, a questo punto, è inevitabile:dieci anni saranno sufficienti per recuperare gli spazi, installare le tecnologie, attrarre produzioni e rendere economicamente sostenibile un vero polo cinematografico?
Sarà uno degli aspetti da osservare quando saranno disponibili tutti i dettagli definitivi dell’operazione.
Il progetto: non soltanto teatri di posa
L’idea presentata è quella di superare il modello della semplice location. Papigno dovrebbe diventare un polo nel quale concentrare più segmenti della filiera audiovisiva:studios modulabili, green screen, motion capture, realtà virtuale, montaggio, post-produzione, sound design e doppiaggio.
A questo dovrebbero aggiungersi proiezioni, festival, meeting e attività formative.
È una prospettiva coerente proprio con le competenze di Augustus Color, che già offre servizi di post-produzione video e audio, VFX, color grading e lavorazioni destinate anche alle grandi piattaforme streaming.
Ed è probabilmente questa la vera opportunità per Terni: non limitarsi ad affittare capannoni alle produzioni che arrivano, girano e ripartono, ma provare a trattenere sul territoriouna parte della catena del valore del cinema e dell’audiovisivo.
“Terni Terra di Cinema”: ora servono i fatti
L’Amministrazione comunale presenta l’operazione come un passaggio strategico della visione“Terni Terra di Cinema”. L’assessore al Patrimonio Michela Bordoni parla di un progetto capace di mettere insieme memoria, cultura, innovazione e sviluppo economico e sottolinea come, dopo anni di abbandono, Papigno possa tornare a essere un luogo vivo e produttivo.
L’auspicio è condivisibile.Ma un’Amministrazione non può limitarsi a rivendicare una “visione” quando quella visione insiste su un patrimonio pubblico rimasto troppo a lungo inutilizzato e degradato.
Papigno non nasce oggi come luogo del cinema.
QuiRoberto Benigni giròLa vita è bellaePinocchioe negli studios lavorò anche Dario Argento. Uno dei teatri conserva la grande piscina utilizzata per le riprese acquatiche e gli spazi furono attrezzati per effetti speciali con blue e green screen.
Terni, dunque, quella vocazione l’aveva già conquistata sul campo. Il problema è statonon riuscire a trasformare quella stagione in una struttura produttiva stabile.
Ed è su questo che l’Amministrazione dovrà essere giudicata, più che sulla narrazione del rilancio.
Il Comune dovrà vigilare
L’arrivo di Augustus Color rappresenta certamente un elemento positivo. Ma proprio perché si tratta di un patrimonio pubblico importante, serviranno trasparenza e verifiche.
Occorrerà capire quali sianoi tempi effettivi degli interventi, quali obblighi siano previsti dalla concessione, quali garanzie accompagnino gli investimenti annunciati e quali strumenti abbia il Comune per verificare che il progetto venga realizzato secondo il cronoprogramma.
Soprattutto bisognerà misurare le ricadute sulla città:quante produzioni arriveranno, quanti professionisti lavoreranno stabilmente a Papigno, quanta occupazione verrà generata, quali rapporti nasceranno con imprese e giovani del territorio.
Perché 1,75 milioni di investimento costituiscono un punto di partenza, non il risultato.
Una possibilità concreta, non ancora un successo
La differenza rispetto al passato è che oggi sul tavolo c’è un operatore cinematografico vero. Augustus Color possiede competenze tecniche, esperienza e una presenza riconosciuta nel settore. Questo rende l’operazione credibile e meritevole di attenzione.
Mal’aggiudicazione provvisoria non equivale al rilancio di Papigno.
Il successo arriverà soltanto quando dentro quei capannoni torneranno stabilmente produzioni, scenografie, tecnici, montatori, fonici, attori e registi; quando intorno agli studios nascerà un indotto e quando Terni riuscirà a conquistarsi un posto riconoscibile nell’industria audiovisiva italiana.
Dopo tanti anni di abbandono, Papigno non ha bisogno dell’ennesima inaugurazione simbolica.Ha bisogno di lavorare.
Ed è su questo, più che sui comunicati e sugli slogan, che nei prossimi dieci anni andranno giudicati il progetto, il concessionario e l’Amministrazione comunale.
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