
La quarantesima edizione entra nel vivo. Dopo il debutto con “Dante’s Hell”, il 28 agosto la celebrazione istituzionale con il presidente della Commissione Cultura della Camera Federico Mollicone e la Medaglia della Camera dei Deputati al fondatore e direttore artistico. Il sindaco Antonino Ruggiano a UMBRIAreport: «La cultura è fondamentale per dare alla città un’identità e attrarre un pubblico di qualità»
TODI –Quarant’anni di teatro, spettacolo e sperimentazione, ma anche quarant’anni nei quali ilTodi Festivalha contribuito a costruire l’immagine stessa della città. La quarantesima edizione della manifestazione fondata e diretta daSilvano Spadaentra nel vivo in questo 28 agosto con una giornata che assume soprattutto il valore di una celebrazione istituzionale.
Dopo l’apertura scenica di ieri sera, 27 agosto, affidata alNoGravity TheatreconDante’s Helldi Emiliano Pellisari, accolta da una platea gremita al Teatro Comunale, questa mattina i Palazzi Comunali hanno ospitato l’appuntamento dedicato ai40 anni del Todi Festival, alla presenza del sindacoAntonino Ruggiano, di Silvano Spada e dell’onorevoleFederico Mollicone, presidente della Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei Deputati.
La Medaglia della Camera a Silvano Spada
È stato Mollicone a consegnare aSilvano Spada la Medaglia della Camera dei Deputati, conferita al direttore artistico «per lo straordinario e instancabile impegno» con cui ha fatto della cultura un elemento di crescita, coesione e bellezza.
Un riconoscimento che, nell’anno del quarantennale, inevitabilmente va oltre la figura del suo fondatore. Premia una storia iniziata nel1987, quando il Todi Festival entrò nel panorama culturale nazionale scegliendo fin dall’inizio di mescolare grandi interpreti, nuovi autori, giovani registi, teatro, danza e musica.
Da allora sui palcoscenici tuderti sono passati, tra gli altri,Giorgio Albertazzi, Gigi Proietti, Franca Valeri, Anna Proclemer, Valeria Moriconi, Pupella Maggio e Vanessa Redgrave; vi hanno debuttato o mosso passi importanti artisti comeVincenzo Salemme, Claudio Santamaria, Giulio Scarpati, Pino Strabioli e Flavio Insinna. Sul versante della danza, il Festival ha ospitato protagonisti come Carla Fracci e Roberto Bolle e fu anche il luogo del debutto italiano diA Chorus Line, destinato ad aprire una stagione nuova per il musical nel nostro Paese.
È questa continuità tra memoria e capacità di rinnovarsi che oggi rende il riconoscimento a Spada particolarmente significativo.
Ruggiano: «Non turismo di massa, ma un pubblico importante anche qualitativamente»
Ma il Festival non è soltanto spettacolo. Nell’intervista rilasciata aUMBRIAreport, il sindaco Antonino Ruggiano individua proprio nella cultura uno degli strumenti attraverso i quali Todi ha costruito negli anni la propria capacità attrattiva.
Alla domanda su quanto manifestazioni di questo livello siano importanti per valorizzare il territorio e attrarre turismo, la risposta è netta:«Fondamentale». La questione, secondo Ruggiano, è stabilire quale immagine una città voglia offrire e quale pubblico desideri raggiungere. Per diventare un centro culturale di livello internazionale occorrono eventi e professionalità all’altezza, insieme a una comunicazione capace di farli conoscere.
Il risultato, spiega il primo cittadino, è la costruzione di un circuito che porta a Todi un turismo che non deve necessariamente identificarsi con la grande massa, ma che può essere«importante numericamente ma anche qualitativamente».
Una visione che coincide con quella espressa dallo stesso Comune alla presentazione del cartellone: il Festival viene considerato uno dei principali “ambasciatori” di Todi, capace in quattro decenni di collocare la città nei circuiti culturali nazionali e di contribuire alla sua immagine di qualità e bellezza.
Ed è forse questo l’aspetto più interessante del quarantennale:il Festival come elemento di una politica territoriale, non come semplice contenitore estivo di spettacoli.
La “Todi del futuro” e l’annuncio atteso a settembre
Ruggiano guarda già oltre l’edizione in corso. Nell’intervista a UmbriaReport anticipa che l’amministrazione sta lavorando alla«Todi del futuro»e parla di un progetto che dovrebbe essere svelato a metà settembre, legato anche a un appuntamento al Ministero della Cultura.
Il sindaco non entra ancora nei dettagli, ma annuncia una stagione autunnale che definisce particolarmente importante per la città. L’indicazione politica appare comunque chiara: prolungare la capacità attrattiva di Todi oltre i grandi appuntamenti estivi e rendere la cultura un fattore permanente di posizionamento della città.
Il 28 agosto tra San Francesco, Alice De André e arte contemporanea
La celebrazione del quarantennale non interrompe naturalmente il programma artistico.
Oggi va in scena“Il viaggio di Francesco”, diretto daPino Quartullo, primo appuntamento dellaTrilogia per Francesco d’Assisi, realizzata nell’anno dell’ottavo centenario della morte del Santo. Seguiranno il filmFrancescoil 31 agosto e, il 4 settembre,Francesco. Cantico per CreatureconEva Robin’s.
Al Nido dell’Aquila protagonista ancheAlice De André, accompagnata al violoncello da Giulia Monti conAlice (non canta) De André, spettacolo che intreccia autobiografia, memoria familiare e il confronto inevitabile con l’eredità artistica del nonno Fabrizio.
La giornata del 28 agosto segna inoltre l’apertura di“ParaPosition” di Alicja Kwade, realizzata in collaborazione con la Fondazione Progetti Beverly Pepper. L’artista polacca, che firma anche il manifesto del Todi Festival 2026, porta a Todi un’installazione monumentale in Piazza del Popolo e una personale nella Sala delle Pietre. L’installazione resterà visibile fino al 25 ottobre.
Per il quarantennale è stato predisposto anche unospeciale annullo filatelico di Poste Italiane, accompagnato da cartoline celebrative dedicate alla manifestazione.
Venti spettacoli e undici giorni di Festival
L’edizione 2026, in programmadal 27 agosto al 6 settembre, conta venti spettacoli e un calendario che attraversa prosa, musica, danza, arti visive, incontri e contemporaneità.
Tra i nomi più attesi c’èMilena Vukotic, protagonista diColette, scritto e diretto da Silvano Spada;Michela AndreozziconTutta da aggiustare;Elena CroceconEmma B. – Vedova Giocasta;Gaia ApreaconL’amante di Lady Chatterleye lo spettacoloParliamo di donnedi Dario Fo e Franca Rame.
Non manca uno sguardo sulla contemporaneità e sulle trasformazioni tecnologiche: il Festival dedica un segmento aweb e intelligenza artificiale in teatro, conLato finestrinodi Emanuele Luperto,Cyberwardi Alessandro Blasioli eFuori programmacon Leonardo Bocci e Mario De Lillo.
Musica e parola si intrecciano invece conSilvia Salemi, Agnese Fallongo e Tiziano Caputo, Roberto Ciufoli, Manuela Zero e Pierfrancesco Poggi, mentrePino Strabiolirende omaggio a Paolo Poli conSempre fiori, mai un fioraio!.
La chiusura, il6 settembre, sarà affidata aLuca BizzarriconNon hanno un amico dubbio, nato dall’esperienza del seguitissimo podcastNon hanno un amico.
Accanto agli spettacoli, il Festival propone incontri e presentazioni con esponenti della cultura, dello spettacolo e della politica. Tra gli autori annunciati figuranoGiovanni Grasso, Massimiliano Smeriglio, Achille Occhetto, Serena Bortone, Virman Cusenza e Imma Battaglia.
Quarant’anni dopo, la sfida è andare oltre il Festival
Il rischio di ogni anniversario è trasformarsi in celebrazione del passato. Il Todi Festival, invece, prova a utilizzare i suoi quarant’anni per riaffermare una funzione contemporanea.
La Medaglia della Camera a Silvano Spada riconosce il percorso di un direttore artistico e di una manifestazione che hanno attraversato quattro decenni dello spettacolo italiano. Ma le parole di Ruggiano aprono una questione più ampia:quanto la cultura possa diventare realmente politica di sviluppo di un territorio.
Todi sembra aver scelto la propria risposta: non inseguire soltanto i grandi numeri, ma costruire un’identità riconoscibile e un turismo legato alla qualità dell’offerta culturale.
Dopo quarant’anni, dunque, il Todi Festival non è soltanto qualcosa da ricordare.È ancora uno degli strumenti attraverso i quali la città prova a immaginare il proprio futuro.
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