
L’affidamento della custodia a Terni Reti e i nuovi costi per l’accesso alla pista finiscono in Consiglio comunale. Guido Verdecchia presenta un’interrogazione urgente, mentre il segretario cittadino di FI Antonio De Angelis contesta la scelta dell’in house e il mancato coinvolgimento delle società sportive. Sullo sfondo anche la promessa delle otto corsie.
TERNI– Il Camposcuola “Franco Casagrande” è appena tornato a disposizione dell’atletica ternana dopo i lavori di riqualificazione, ma sulla sua gestione si apre già un fronte politico.
Forza Italia Terni mette nel mirino due decisioni dell’Amministrazione comunale: l’affidamento aTerni Retidei servizi di custodia, guardiania e controllo degli accessi e l’introduzione delle nuove tariffe per l’utilizzo dell’impianto.
Una vicenda che approda ora formalmente a Palazzo Spada, con un’interrogazione urgente presentata dal consigliere comunaleGuido Verdecchia, mentre il segretario comunale di Forza ItaliaAntonio De Angelissolleva dubbi sulla sostenibilità economica dell’operazione e sul mancato coinvolgimento delle associazioni sportive.
Un affidamento da quasi 140 mila euro
Il Comune ha affidato in house a Terni Reti la custodia e la guardiania dell’impianto dal 21 settembre 2026 al 31 dicembre 2027. L’operazione vale complessivamente139.323 euro, suddivisi in 43.500 euro per il 2026 e 95.823 euro per il 2027.
Palazzo Spada ha motivato la scelta, tra l’altro, con la necessità di assicurare la continuità nell’apertura dell’impianto dopo la conclusione del precedente patto di collaborazione e con l’insufficienza delle risorse umane disponibili nell’ufficio Sport. L’affidamento viene inoltre indicato come una soluzione non definitiva, da sottoporre a verifica sulla base di costi, ricavi, numero degli utenti, disservizi ed efficienza del sistema.
È proprio sul rapporto tra costi e ricavi che Forza Italia concentra una parte delle proprie critiche. Per gli ultimi mesi del 2026, a fronte dei 43.500 euro previsti per il servizio, i ricavi stimati sono pari a 7.380 euro.
De Angelis: «Una scelta che non convince»
Per il segretario comunale di Forza Italia, Antonio De Angelis, il problema non riguarda soltanto i numeri ma anche il metodo seguito dall’Amministrazione.
«L’affidamento a Terni Reti è una scelta che non convince, né nel metodo né nel merito», afferma De Angelis. «Si sceglie un soggetto privo di esperienza specifica nella gestione di impianti sportivi senza confrontarsi preventivamente con chi da anni anima il Casagrande».
La contestazione politica riguarda soprattutto il mancato ricorso a una procedura che consentisse alle realtà sportive cittadine di avanzare una propria proposta.
«L’Amministrazione ha scelto di non valutare i dati forniti dalle società sportive del territorio, che avevano anche manifestato la disponibilità a partecipare a un eventuale bando. E il conto, alla fine, viene scaricato sui cittadini», sostiene il segretario azzurro.
Il nodo delle nuove tariffe
A rendere ancora più acceso il confronto è il nuovo sistema tariffario previsto per l’utilizzo dell’impianto.
Secondo quanto denunciato da Forza Italia, dal 1° ottobre per i giovani atleti è previsto un costo aggiuntivo di10 euro al mese, pari a 30 euro per il trimestre, che si somma alle quote associative già corrisposte alle rispettive società sportive. Il partito contesta inoltre gli ulteriori aumenti previsti dal 2027.
Ed è qui che la questione amministrativa assume per gli azzurri una dimensione più direttamente sociale: il timore espresso è che il costo della nuova organizzazione finisca per ricadere sulle famiglie e, indirettamente, sulla pratica sportiva dei più giovani.
Verdecchia porta il caso in Consiglio comunale
La partita si trasferisce ora nell’aula di Palazzo Spada. Guido Verdecchia ha depositato un’interrogazione con la quale chiede all’Amministrazione di chiarire le ragioni dell’affidamento e del mancato coinvolgimento delle associazioni sportive nella definizione del nuovo modello gestionale.
«Come istituzioni abbiamo il dovere di tutelare lo sport cittadino», afferma Verdecchia. «Chiederemo conto all’Amministrazione dei motivi reali che l’hanno spinta a scartare a priori le competenze delle associazioni sportive locali, negando un confronto preventivo ed escludendo l’indizione di un bando che avrebbe potuto consentire di valutare soluzioni alternative».
Per il consigliere, la questione non può essere ridotta alla sola quadratura dei conti: «Chiedere un ulteriore contributo alle famiglie per accedere a un impianto pubblico rischia di non incoraggiare l’attività sportiva giovanile e di indebolirne la funzione sociale e aggregativa».
Sullo sfondo resta la promessa delle otto corsie
Nell’interrogazione torna anche un altro tema destinato ad alimentare il confronto politico: l’ampliamento del Camposcuola da sei a otto corsie.
Forza Italia richiama le dichiarazioni rese dal sindacoStefano Bandecchiall’inizio del 2025, quando aveva annunciato l’intenzione di portare l’impianto a otto corsie per elevarne le caratteristiche tecniche.
Quel progetto non si è concretizzato e Verdecchia lo utilizza ora come ulteriore elemento della propria contestazione politica: «Già si è dovuta far digerire alla cittadinanza la promessa mancata di un impianto sportivo a otto corsie. Ora chiedere un ulteriore sacrificio economico alle famiglie significa aggiungere un nuovo problema a una vicenda che avrebbe richiesto maggiore condivisione».
Ora la risposta dell’Amministrazione
Dal canto suo, il Comune ha spiegato che il passaggio a Terni Reti serve a garantire la continuità dell’apertura e il corretto utilizzo dell’impianto dopo la conclusione del precedente patto di collaborazione. La gestione attuale ha inoltre carattere sperimentale e sarà sottoposta a verifica.
Il confronto, dunque, resta aperto.
Forza Italia chiede alla Giunta di rivedere l’impostazione scelta e di spiegare in Consiglio comunale perché non siano state percorse soluzioni alternative.
«Serve un deciso cambio di rotta – conclude Verdecchia – e un approccio più manageriale nella gestione dei beni pubblici, capace di ottimizzare le risorse senza far quadrare i bilanci sulle spalle dei cittadini».
La prossima tappa sarà Palazzo Spada, dove l’Amministrazione sarà chiamata a rispondere alle questioni sollevate dall’interrogazione. Ed è lì che il confronto potrà spostarsi dagli slogan ai numeri: costi effettivi della gestione, entrate previste, tariffe applicate e possibili alternative all’affidamento in house.
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